Mondiale per Club in Qatar, terna arbitrale femminile non può salutare lo sceicco

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Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, è al centro delle polemiche per quanto avvenuto in Qatar, al Mondiale per Club di calcio 2020. Durante la premiazione riservata agli arbitri, come si vede nel video della cerimonia, Infantino avrebbe “consigliato” alla terna femminile, composta da Edina Alves, Neuza Beck e Mariana de Almeida, di non salutare lo sceicco Joaan bin Hamad Al Thani.




I fatti

Riepiloghiamo quanto avvenuto. Al termine della finale per il quinto/sesto posto (Ulsan-Al Duhail) del Mondiale per Club di calcio, tenutosi in Qatar dal 4 all’11 febbraio con il successo del Bayen Monaco, era in programma la premiazione riservata alle terne arbitrali che avevano preso parte alla competizione. Tra queste, l’elemento di novità era rappresentato dalla presenza di una terna interamente femminile. Mai, infatti, in una competizione calcistica di questo livello, una terna era stata composta da sole donne.

Un importante passo avanti nella direzione della parità di genere nel mondo del calcio, storicamente visto come maschilista, si potrebbe pensare. Anche considerando che il 2 dicembre scorso (Juventus-Dinamo Kiev), la francese Stephanie Frappart è diventata la prima donna ad arbitrare in Champions League. Oppure pensando alla storia di Bibiana Steinhaus, prima donna ad arbitrare in Bundesliga.

Il passo avanti, però, è rimasto all’interno del terreno da gioco. Al momento della premiazione, per non indispettire lo sceicco Joaan bin Hamad Al Thani, ecco che le differenze tra uomini e donne sono ricomparse. Se i colleghi maschi hanno ricevuto le medaglie e hanno scambiato un saluto con lo sceicco, la terna femminile è stata, invece, “redarguita” dal presidente Infantino. Come si vede nel video, infatti, dopo un colloquio con il presidente della Fifa, le donne hanno sfilato davanti allo sceicco evitando qualsiasi contatto, al contrario dei colleghi uomini.

Mondiali 2022

Si potrebbe obiettare che il problema evidenziato abbia più a che fare con le relazioni internazionali che non con il calcio. In circostanze in cui l’interesse internazionale si posa sul mondo del pallone, però, servirebbe, probabilmente, soprattutto da parte di chi ricopre cariche di alto livello, una dose maggiore di coraggio. E’ anche attraverso questi piccoli gesti che si possono mandare segnali forti.

E segnali forti, anche in questo ambito, sarebbero necessari in vista dei Mondiali 2022, che si terranno proprio in Qatar. Sarebbe auspicabile che episodi di questo genere non si verificassero più.

 

Simone Guandalini

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