I mondiali di ciclismo 2019: ad Harrogate può iniziare una nuova era

Nello Yorkshire verrà incoronato l'erede di Alejandro Valverde

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Il 29 settembre da Leeds partirà una delle edizioni più attese degli ultimi anni dei Campionati del mondo su strada. La prova élite dei mondiali di ciclismo 2019 può segnare l’inizio di una nuova era dominata dai ciclocrossisti. Chi sarà l’erede di Alejandro Valverde?

La novantunesima edizione dei Campionati del mondo di ciclismo su strada è senza dubbio una di quelle con più hype dell’ultimo decennio. Proprio per questo, nonostante sia ancora in corso la Vuelta, con Roglič saldamente al comando, i media si stanno concentrando di più sulle condizioni di contendenti alla maglia iridata. Le “classiche monumento” primaverili hanno lanciato molti spunti di riflessione sui papabili vincitori dei mondiali di ciclismo 2019, ma l’attesa è rivolta soprattutto sugli specialisti del ciclocross.

Il percorso

Come in tutte le prove élite della corsa iridata, il percorso si struttura in due diverse tipologie. La prima parte “in linea” con 188 km da Leeds fino all’ingresso del circuito di Harrogate, da percorrere per tredici volte e dal quale inizierà il secondo tratto verso il titolo di campione mondiale.
L’altimetria si presenta molto vallonata e con tre asperità: Cray, Buttertubs e Grinton Moor. Pur non essendo strappi importanti come quelli dello scorso mondiale ad Innsbruck, queste pendenze saranno fondamentali in vista del circuito. Per evitare una gran selezione tra i gregari delle nazionali minori è ipotizzabile un ritmo basso per i primi 150 km. La seconda parte, meno impegnativa da un punto di vista di dislivelli, registrerà un netto aumento del passo, per mantenere a distanza ragionevole i fuggitivi. Il circuito presenta due piccoli strappi e un arrivo in leggera pendenza, adatto ai finisseur delle “Classiche del Nord”.




Van der Poel e la ribalta del ciclocross

Tutto il mondo ha ancora impresso nella mente il numero del giovane olandese Mathieu Van der Poel all’Amstel Gold Race. A detta di molti, l’impresa del nipote di Poulidor, è da considerarsi come una delle più avvincenti del ciclismo moderno. Da quel momento il ciclocrossista è diventato l’icona pop della bicicletta, arrivando quasi ai livelli di Peter Sagan come impatto mediatico, anch’egli ex ciclocrossista e mountain biker. L’altimetria dei mondiali di ciclismo 2019 è disegnata su misura per le caratteristiche sia di Van der Poel che di Sagan, che infatti restano i principali indiziati per la vittoria finale. Lo slovacco, reduce dalla vittoria della settima maglia verde al Tour de France, cercherà di diventare il primo ciclista di sempre a vincere quattro mondiali. L’olandese invece ha dalla sua parte un team più consolidato e la recente vittoria ai Campionati del mondo di ciclocross.

Alaphilippe e l’orgoglio di Valverde

Il primo è il ciclista sul quale non bisogna mai scommettere contro, il secondo è il campione uscente. Come arrivano ai mondiali di ciclismo 2019 questi due fuoriclasse? Il francese si sta nascondendo in queste ultime settimane, dopo un Tour de France sensazionale nel quale ha sfiorato la vittoria finale. Lo spagnolo invece è in piena lotta per la conquista della sua seconda Vuelta di Spagna in carriera ma le scorie delle tre settimane spagnole potrebbero farsi sentire sui 285 km britannici. Dopo i sei podi iridati, nel 2018 Valverde ha messo la ciliegina sul suo immenso palmarès con la vittoria ad Innsbruck e ad oggi il bis sembra una missione impossibile.

Federico Smania

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