Mondragone: il focolaio Covid sta rientrando, ma resta il problema sociale

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Dal sogno della “Versilia campana” alle ripercussioni dei terremoti dei Campi Flegrei, fino al “focolaio bulgaro” da nuovo coronavirus. Questa è la breve storia triste di Mondragone dagli anni 80′ ad oggi, nel giorni della arrivo in città di Matteo Salvini. Infatti, da un lato ci sarà l’arrivo del leader della Lega, mentre dall’altro associazioni e partiti dell’area di sinistra per protestare contro quest’ultimo. Il pomeriggio di Mondragone sarà animato da uno scontro di ideologie politiche. Il pretesto è stato il focolaio scoperto nella comunità bulgara e le tensioni susseguite tra cittadini locali e immigrati.


Dall’ex area Cirio alla “Versilia incompiuta”

Ovviamente c’è da analizzare che dietro l’ideologia dell’uno o dell’altro partito, esiste un odio sociale che affonda le radici negli anni ’80.
Il sogno di sviluppo della città di Mondragone sfumò don la crisi dei primi anni ’80 a causa del terremoto. Infatti, all’epoca i tanti sfollati della zona di Pozzuoli si trasferirono lungo il litorale domizio. Da allora cominciò a tramontare il sogno di Mondragone di diventare una metà privilegiata come la Versilia in Toscana.
All’epoca gli investitori immobiliari volevano riqualificare quell’area, in quanto intravedevano un grandissimo potenziale turistico. Infatti, gli appartamenti dei Palazzi ex Cirio, furono acquistati da persone facoltose di Napoli e Roma. Successivamente, però molti di questi furono affidati a nuclei famigliari che avevano perso casa nei terremoti dei Campi Flegrei. Oggigiorno, nonostante il degrado della zona, questi edifici presentano alcune accortezze architettoniche che nulla hanno a che vedere con l’edilizia popolare. 

L’immigrazione bulgara a Mondragone

Dal momento in cui furono collocati gli sfollati delle zone flegree, iniziò il decadimento della zona e si perse l’appeal turistico. In questa situazione, molti residenti dell’hinterland napoletano ne approfittarono e iniziarono ad occupare e acquistare gli appartamenti rimasti liberi a dei costi davvero irrisori.

Successivamente, negli anni 2000, ci fu anche strana immigrazione di massa di persone di cittadinanza bulgara. In un primo momento, questi movimenti migratori furono sottovalutati, in quanto i bulgari come cittadini europei non dovevano attuare nessuna trafila burocratica. La maggior parte di loro si è insediata proprio nell’area ex Cirio trovava lavoro nei campi agricoli della zona per la raccolta dei pomodori, fagioli e frutta.

Il sovraffollamento della zona ex Cirio

A differenza di quanto si possa pensare e dire,  non c’è stata nessuna occupazione abusiva da parte di questa cittadini dell’Europa dell’Est. Infatti, negli appartamenti dei palazzi ex Cirio i proprietari sono italiani e affittano ai bulgari con contratto regolare e registrato, ma allo stesso tempo Mondragone è diventato il  centro di tutti i braccianti. Tutto ciò però ha causato un sovraffollamento abitativo in questi palazzi e in un appartamento in cui risultavano quattro persone, in realtà ne vivevano 20 in condizioni precarie.

A creare questa situazione è stato il capolarato, una forma illegale di reclutamento della mano d’opera attraverso i caporali, che assumono per breve periodo operai senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori.

Infatti, entrando nello specifico della situazione, alcuni imprenditori agricoli che hanno bisogno di manodopera a basso costo, contattano i proprietari italiani degli appartamenti. Questi imprenditori si offrono di pagare l’affitto per tre, quattro persone di nazionalità bulgara. L’accordo tacito è che all’interno, ci vivranno il triplo, forse il quadruplo dei braccianti. In poche parole,  i bulgari ricevono un luogo dove dormire e una ventina di euro al giorno per lavorare dieci ore nei campi.

Dopo la visita di Salvini resterà il problema del disagio sociale

Dunque, in un’area completamente abbandonata dalla politica si sono stabilite persone che non hanno nella propria cultura, l’idea di risiedere stabilmente in un luogo. In tutta questa situazione fuori controllo, si registrano diversi episodi di violenza tra mondragonesi e bulgari.  Questi problemi sono il frutto della mancanza delle istituzioni della zona.  Infatti, esse hanno permesso la nascita di un vero e proprio ghetto nel cuore della città.

Il focolaio di Covid-19 sta rientrando, ma la preoccupazioni principale e che dopo la visita di Salvini resterà forte questo disagio sociale.

Sicuramente esistono le condizioni per rilanciare Mondragone, ma ovviamente la sua rinascita è legata principalmente alla soluzione dei problemi tra mondragonesi e bulgari. Infatti, solo se questo odio sociale riuscirà a diventare collaborazione tra le comunità, allora il litorale Domizio e la città di Mondragone potranno tornare a sognare di diventare la “Versilia campana”.

MARIO RUGGIERO

 

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