Monopattini elettrici e spazi urbani: serve una normativa nuova

 

I monopattini elettrici vivono un momento di incredibile successo: sono leader indiscussi della micro-mobilità urbana a breve raggio. Da ormai due anni rivestono un ruolo centrale, capaci di rispondere alle nuove esigenze di spostamento dettate dalla contingenza pandemica.

La cronaca degli ultimi tempi però ci mostra che a fianco dei numerosi utenti soddisfatti, emerge l’esigenza di una regolamentazione precisa ed efficace che possa intervenire sulla prevenzione di incidenti sempre più numerosi.

Rischi per i cittadini

I monopattini elettrici sono protagonisti infelici di sempre più numerosi episodi di incedenti stradali, alcuni dei quali mortali. Lo scorso mercoledì, il coinvolgimento di un uomo di 87 anni, morto in ospedale a Cesena dopo essere stato travolto da un monopattino elettrico mentre attraversava la strada. Ma anche Fabio, tredicenne, morto  il 31 agosto dopo essere caduto dal monopattino elettrico prestatogli dall’amico a Sesto San Giovanni e tanti prima di loro. La tragicità degli incidenti mortali mette in luce un fenomeno ben più ampio di qualche caso isolato.

Secondo quanto riportato dall’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu), al 31 agosto 2021, sono 1044 gli incidenti registrati che hanno coinvolto un mezzo della micro mobilità elettrica (monopattini, hoverboard e monoruota elettrica), negli ultimi 12 mesi.

Secondo l’ASAPS: la causa principale dei sinistri registrati è la caduta autonoma dovuta a ribaltamento senza urto contro ostacoli fissi, seguita da scontri frontali e laterali, spesso agli incroci a causa di mancate precedenze, e infine gli scontri con ostacoli fissi.

La normativa in Italia

Attraverso la legge numero 8 del 28/02/20 si è dato attuazione al Decreto Milleproroghe, con il quale ha avuto inizio la legislazione contenente riferimenti ai monopattini elettrici.

Per poter circolare su strada i monopattini elettrici devono rispettare i requisiti descritti della circolare del 9 marzo 2020 dalla polizia stradale. La norma non prevede l’obbligo di conseguire una patente per la conduzione, impone però il compimento del quattordicesimo anno di età. In merito alle disposizioni illustrate, si richiama l’attenzione in particolare, sull’obbligo dell’uso del casco per i minori e sulla circolazione consentita solo su:

  • strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, ove è consentita la circolazione dei velocipedi;
  • strade extraurbane, ma solo all’interno della pista ciclabile.

Non è permesso quindi l’utilizzo del monopattino elettrico sui marciapiedi.
Non è permesso nemmeno trasportare altre persone, oggetti o animali, trainare veicoli, condurre animali e farsi trainare da un altro veicolo.

Le nuove disposizioni

Nel mese di aprile 2021 sono state introdotte nuove disposizioni dalla Commissione Trasporti della Camera da attuare nei prossimi mesi. La discussione si è aperta soprattutto a causa dei numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali, in cui sono coinvolti i monopattini elettrici.

Con il progetto di legge chiamato “Disposizioni in materia di circolazione dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica si desidera intervenire sui nuovi problemi creati da questi mezzi.

Il progetto di legge prevede che:

  • I minorenni non possono guidare monopattini elettrici
  • È sempre obbligatorio il casco ed il giubbotto catarifrangente
  • Divieto di circolazione dopo il tramonto (o quando c’è poca luce)
  • I mezzi elettrici possono circolare (ad una velocità massima di 20 Km/h) su strade urbane che hanno il limite di velocità a 30 Km/h
  • I mezzi elettrici possono circolare nelle aree pedonali andando al massimo a 6 Km/h
  • Divieto di sosta sul marciapiede per i monopattini elettrici

I monopattini elettrici in Europa

I punti critici su cui si concentrano le diverse legislature riguardano principalmente limiti di velocità, età minima per l’utilizzo, luoghi adatti alla circolazione e dispositivi di protezione obbligatori.

Come si stanno muovendo gli altri paesi europei?

  • Nei Paesi Bassi tutti i mezzi a propulsione elettrica sono soggetti ad esami più severi riguardanti l’affidabilità e la sicurezza perché  omologati alla categoria degli scooter con motore a scoppio.
  • In Germania, il DVR(consiglio sulla sicurezza stradale tedesco), ha raccomandato l’obbligo di superamento di un test di guida al pari degli scooter, riconoscendo l’esigenza di una competenza certificata per la conduzione del veicolo.
  • L’ Austria, ha spinto l’ente per la sicurezza stradale austriaco KVC a svolgere una ricerca sul comportamento dei conducenti: le prime cause di sinistri sono infatti velocità alta, distrazione, mancata precedenza, abuso di alcol. Senza considerare che solo 1 monopattino su 5 ha superato la soglia minima di arresto di riferimento richiesta dalla legge per le bici.
  • Dopo i numerosi incidenti, in Francia, i proprietari privati di monopattini elettrici  devono essere obbligatoriamente assicurati per la responsabilità civile.

Una normativa nuova

Definire una nuova normativa per regolamentare l’utilizzo dei monopattini elettrici può davvero bastare?

La mobilità coinvolge diversi fattori e il veicolo non è l’unico elemento rilevante. Veicoli, persone e infrastrutture devono essere pensate nel loro insieme, con le loro caratteristiche e nelle loro interazioni.

È indispensabile prevedere una riforma infrastrutturale che tenga in considerazione le caratteristiche intrinseche di questi nuovi veicoli: scarsa visibilità, silenziosità, ruote piccole e inadatte a binari e pavé. Più attenzione nella progettazione di piste ciclabili e pedonali. Servono nuovi spazi urbani, in cui pedoni, ciclisti e “monopattinisti” possano spostarsi davvero in sicurezza.

Contestualmente l’educazione stradale deve poter rientrare a pieno titolo nel piano formativo fin dall’età scolare. Gli incidenti possono essere causati tanto da comportamenti indisciplinati da parte di chi conduce i monopattini elettrici quanto da pedoni troppo distratti.

Una normativa nuova che possa davvero essere una riforma, che possa tenere il passo con la repentina evoluzione delle abitudini urbane. Forse così potremo davvero invertire il trend di incidenti sulle strade.

 

Lucrezia Bassani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *