Mogan e Giletti candidati a sindaco: alla deriva verso una politica da talk show

L’era della politica da talk show è alle porte. Non bastava la propaganda nei salotti televisivi, adesso anche Morgan e Giletti rincarano la dose.

Cari lettori, se avete pensato che Matteo Salvini chiuso in preghiera in diretta tv, su Canale 5, in compagnia della Durso, fosse il peggio che potesse capitare al paese, siete stati troppo speranzosi. Con Morgan e Giletti candidati a sindaco per le elezioni amministrative del 2021, rispettivamente per Milano e Roma, la politica rischia di diventare davvero un talk show.

Nessuno mette in dubbio le competenze di Morgan come musicista e cantautore, né di Giletti come conduttore di “Non è l’Arena”. Tuttavia, Milano e Roma non sono dei palcoscenici dove poter esercitare il proprio talento artistico, ma centri urbani piuttosto complessi, che richiedono conoscenze politico-amministrative specifiche.




Gestire due tra le città più importanti per il paese, è già rischioso di partenza. Perfino il politico con più esperienza e professionalità potrebbe causare non pochi danni, se lasciasse gli eventi al caso. Nemmeno Beppe Sala e Virginia Raggi sono stati esenti da critiche, per differenti motivazioni, a dimostrazione che un ruolo così peculiare non si può semplicemente improvvisare.

Lo slogan di Morgan: “ribellirai e ribelliremo”

Morgan ha deciso di candidarsi a sindaco di Milano, su richiesta di Vittorio Sgarbi, per la lista “Rinascimento”. In pochi giorni, ha già rilasciato parecchie interviste sulla possibile linea d’intervento. Al programma di Rai Radio1 Un giorno da pecora  Morgan ha spiegato di volere una Milano più bucolica, ripristinando la viabilità dei navigli.

Poi ha sottolineato di volere dare slancio alla cultura e all’arte, già mortificata prima del Covid19, con personalità di spessore al suo fianco. Ha pronto anche già uno slogan, riportato proprio nell’intervista a Rai Radio1: “Vota Morga, ribellirai e ribelliremo. Diventare di nuovo belli nella ribellione, insomma”. In pratica Morgan è già pronto, si vede già eletto e ha stilato un programma in poche ore.

Quanta competenza politica. Che personalità illuminata. Dopotutto c’era da aspettarselo! Lui che a Sanremo cantava, suonava, dirigeva l’orchestra e a momenti cacciava Amadeus dal palco, adesso mostra doti politiche eccellenti. Tuttavia, che farebbe Morgan se si presentasse una problematica che proprio non gli va a genio? Con una carica del genere non potrebbe decidere semplicemente di andarsene, di scatenare polemiche e mettere in mostra il suo anticonformismo.

Che bei tempi quando si parlava semplicemente della lite in diretta con Bugo o delle dichiarazioni su che efficace antidepressivo sia la cocaina. Le sue diatribe in diretta tv possono apparire anche simpatiche, provocatorie e divertenti, una bella stangata alla società moderna. Tuttavia, la carica di sindaco di Milano, o di politico in generale, presuppone altre qualità, che al cantautore mancano del tutto.

Di nuovo, le competenze non si possono improvvisare. Tutto il paese ne risentirebbe.La politica italiana ha già il suo showman, la brava prima donna col rosario. E’ abbastanza, grazie.

Morgan e Giletti candidati a sindaco. Le “leggi speciali” per Roma

Giletti è entrato a far parte di “Fratelli d’Italia”. In un’intervista a La7, il conduttore è stato acclamato proprio da Daniela Santanché, colei che qualche mese fa parlava di “prostatite”.

Giletti, a differenza di Morgan, si è mostrato molto più umile e silenzioso. Non ha divulgato nessuna idea politica, nessun programma elettorale, se non l’ipotesi di stilare delle leggi speciali per una città problematica e importante come Roma. “Roma non è solo l’Italia, Roma è il mondo”, ha sostenuto nell’intervista. Be’, si potrebbe anche dargli ragione.




Tralasciando il partito politico con cui è iscritto, tra le tante dichiarazioni fatte, una cosa intelligente Giletti l’ha proprio detta: “La politica dimostra debolezza, se cerca candidati nella società civile”. Su questa frase emblematica è necessario fare un appunto: eventuali candidati politici scelti nella società civile possono rappresentare una ventata d’aria fresca, sopratutto se posseggono esperienza e competenza.

Caro Giletti, essendo un conduttore, esattamente come hai acquisito le competenze politiche necessarie per poterti azzardare a ipotizzare di essere il futuro sindaco di Roma? Non è dato saperlo.

Con Morgan e Giletti candidati a sindaco, si potrebbe quasi inventare una bella barzelletta all’italiana. Che poi siano stati Vittorio Sgarbi e Fratelli d’Italia a proporli come candidati è tutto un dire.

Perché dobbiamo diventare sempre degli zimbelli a livello internazionale? Possediamo tante buone qualità e menti illuminate di un certo spessore. Lasciamo la politica a chi s’intende di politica e di gestione, con tutti i pro e i contro del caso (in un paese democratico è giusto che ci sia dibattito), e prendiamo coscienza delle effettiva capacità e talenti che ognuno possiede.

Morgan faccia il musicista, per cui si è dimostrato più volte un genio; Giletti faccia il conduttore, esprimendo anche le sue preferenze politiche, senza che nessuno dei due percepisca di poter essere altro da quello che in realtà è, sopratutto senza possedere le dovute competenze e conoscenze.

Conte si è impegnato tanto per dare all’Italia un certo rigore e una certa credibilità a livello internazionale, perché sprecare in modo così becero e banale i tanti sforzi fatti?

Antonia Galise

 

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