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Morgan, probabile candidatura in Sicilia

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Ci mancava Morgan! L’ex dei Bluvertigo, l’ex di Asia Argento, l’ex di Amici, insomma, l’ex di tante cose, ha dichiarato la sua intenzione a candidarsi alle prossime elezioni siciliane insieme a Vittorio Sgarbi. Nell’isola, infatti, fervono i preparativi per le imminenti votazioni che si terranno il 5 novembre. Tutte le forze in campo sono già sul piede di guerra, la conquista della Sicilia è considerata strategica. In una raffinata visione politica, quelle di novembre saranno le prove generali per le elezioni nazionali. Chi vince in Trinacria, questo è il punto, stacca con buona probabilità un biglietto vincente per aggiudicarsi l’intero paese.

Morgan deve aver fatto uno più uno. Quale miglior occasione per scendere nell’agone politico e ritagliarsi un posto di primo piano in uno dei pochi ambiti a lui ancora sconosciuti. Sì, perché il ragazzo ama cambiare tanto pettinatura quanto lavoro. Oltre a cantautore e compositore, è stato giudice di talent, scrittore, persino attore. Un pò di tutto insomma. Ma la politica no, questa gli mancava. E una poltrona, oggigiorno, non si nega a nessuno. Deve averglielo forse suggerito Vittorio Sgarbi, frontman del progetto politico “Rinascimento” che promette di fissare al centro del suo programma la cultura, di cui la Sicilia è storicamente portatrice sana.




L’artista milanese ha dichiarato che “la Sicilia è piena di talenti” ed’è proprio da lì che bisogna ri-partire. Pochi ma buoni i punti di quella che potrebbe essere la sua road-map a supporto della corsa di Sgarbi a Presidente della Regione. Promozione di eventi culturali, apertura di teatri, valorizzazione dei luoghi: queste le armi di Morgan per impossessarsi di Palazzo dei Normanni.

Lascia però perplessa la sua leggerezza, ma non solo la sua. La leggerezza cioè di chi si approccia al mondo politico come se fosse un gioco, l’ennesimo palcoscenico dove sfruttare la propria popolarità per catturare voti e dunque potere, ignorando che invece la politica è gavetta, sacrificio, competenza. Aspetti imprescindibili di cui molti amministratori, o aspiranti tali, sembrano invece fare a meno, affidandosi ad una improvvisazione opportunistica e cialtrona, incapace di risolvere quei problemi strutturali – mancanza di lavoro e infrastrutture, corruzione, ecc – che molto spesso fanno assomigliare tanto la Sicilia quanto il resto d’Italia, più ad un talent show che ad un paese evoluto.

Alessandro Orofino

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