Morta la storica d’arte Lea Mattarella, nipote del presidente della Repubblica

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Era malata da tempo, ma questo non le ha impedito di occuparsi, fino alla fine, della sua grandissima passione: l’arte. Lea Mattarella, critica e collaboratrice storica di la Repubblica, e della Stampa, si è spenta oggi a soli 54 anni.
Era docente dell’Accademia delle Belle Arti, che l’ha portata in tutte le principali città italiane. Napoli, Macerata, L’Aquila, Roma.
Ma l’impegno di insegnante era solamente uno dei tanti. L’ultimo suo articolo è comparso solamente domenica scorsa su Robinson su una mostra allestita a Palazzo Braschi a Roma, su costumi, disegni e bozzetti realizzati da grandi artisti per il teatro dell’Opera.
La sua attenzione riguardo il mondo dell’arte si soffermava con grande attenzione sull’universo femminile. Era stata curatrice, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia, dell’esposizione ‘Le donne che hanno fatto l’Italia’ al Vittoriano, nella quale avevano trovato spazio i premi Nobel Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini ma anche Luisa Spagnoli che inventò il bacio Perugina, Ernestina Paper, prima laureata in medicina dell’Italia unita, e Alfonsina Strada, che nel 1926 corse con gli uomini il Giro d’Italia.

Giornalista e critica d’arte
Diceva che tra i due “mestieri” di giornalista e di critico d’arte non esistevano delle differenze poi così profonde ed anzi diceva che chi scrive dovrebbe essere in grado di fare entrambe le cose. “Io devo molto ai giornali. Mi hanno insegnato la chiarezza, perché se devi ‘tradurre’ una cosa per un lettore che non ha la tua formazione, questa deve essere chiarissima innanzitutto a te. Poi la stessa chiarezza io mi sforzo di portarla nei testi critici, perché io voglio essere capita. Quando uno non è chiaro è perché non ha chiaro che cosa vuole dire”, aveva detto in un’intervista rilasciata alcuni anni fa al sito ‘Giornale dell’arte’.

E le parole nei suoi articoli, come nei suoi testi, diventavano immagini, talmente chiare da apparire davanti agli occhi di chi quelle parole le leggeva.
Lea aveva ancora tanti progetti, che la consapevolezza del male non aveva fermato: libri, mostre e recensioni che non voleva abbandonare.

Funerali
L’ultimo saluto a Lea Mattarella sarà mercoledì 3 gennaio, a mezzogiorno, nella Chiesa degli Artisti di Roma, città nella quale aveva scelto di vivere con il compagno Giangiotto Borrelli anche lui storico dell’arte e la figlia Ottavia.

Francesco Demartini

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