È morto Diego Armando Maradona. Il mondo piange El Pibe de Oro

Si è spento a 60 anni Diego Armando Maradona. Il mondo del calcio è in lutto per uno dei più forti e conosciuti calciatori di sempre.

Diego Armando Maradona è morto oggi 25 Novembre 2020 nella sua casa di Tigres in Argentina, secondo quanto annunciato da El Clarìn, quotidiano locale.

L’ex fenomeno indiscusso del calcio mondiale avrebbe subito un arresto cardiorespiratorio che gli è stato fatale. 

Il 2 novembre scorso era stato ricoverato con una diagnosi di anemia e depressione, ma esami approfonditi avevano riscontrato un coagulo di sangue nel cervello.

L’operazione aveva avuto esito positivo, tuttavia le conseguenze post-operatorie avevano indebolito Maradona, il cui fisico era stato messo alla prova dai vari ricoveri dovuti all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.




Il più grande calciatore di tutti i tempi

Diego Armando Maradona, conosciuto come El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”) è stato il più grande calciatore di tutti i tempi.

Ha vinto i Mondiali con l’Argentina nel 1986, due scudetti con il Napoli (1987 e 1990) ed è stato uno dei campioni più amati in assoluto.

Nella storia del calcio resteranno indimenticabili i suoi goal che sfidavano le leggi della fisica, i suoi fenomenali scarti di sei o sette giocatori inglesi durante la vittoria degli Shilton e la sua guida della nazionale Argentina nel 2010.

La figura più controversa della storia del calcio

Maradona è stato tra le figure più controverse della storia del calcio.

È stato amato per il suo cuore d’oro e per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo. L’ex giocatore era nato bambino prodigio e sorto dalla polvere della Villa Fiorita, uno dei quartieri noti al mondo per le condizioni di povertà assoluta in cui versa. Per questo era diventato simbolo di rivalsa, idolo di quell’Argentina povera alla fame che in lui vedeva una speranza.

È stato sospeso due volte dal calcio giocato, una volta per uso di cocaina ed una per positività ai test antidoping, fu CT dell’Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997.

Maradona divino

Maradona a Napoli è stato spesso paragonato ad una divinità, e come tale fu adorato. Ancora oggi, dopo quarant’anni si respira il suo passaggio nella metropoli vesuviana. Ovunque ci sono foto, lumini, murales che lo ritraggono come un dio che continua a infondere mistero e a suscitare adorazione.

Additato per le sue debolezze e giudicato per le scelte professionali e la condotta sregolata, ha diviso l’opinione pubblica in chi gli rimproverava di aver perso tutto, e chi lo compativa per il lato umano che nessuno sospettava.

Amato o odiato che sia stato, oggi il mondo intero lo piange, pur nella consapevolezza che un mito così non morirà mai veramente.

 

Nicol Zacco

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