Il ministro francese che vuole cambiare l’uso del digitale

Mounir Mahjoubi, 34 anni, promuove nuovi comportamenti contro le discriminazioni online.

Il Sottosegretario al Digitale del Governo Francese lancia provocazioni contro l’uso dei social media e per combattere gli haters.

Wikimedia commons
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Figlio di immigrati marocchini, un passato da socialista, imprenditore ed esperto del mondo digitale, fermo sostenitore di Macron, omosessuale dichiarato: questo è l’indentikit dell’anticonformista Mounir Mahjoubi, Sottosegretario al Digitale del Governo Francese.

Egli si sta rivelando (all’interno del contestato governo di Emmanuel Macronun “pezzo forte”, consapevole del suo ruolo e del messaggio che vuole lanciare, alla popolazione francese e all’Europa, di un uso più responsabile dei mezzi digitali.

La prima provocazione

Da quando era solo un ragazzino ha iniziato ad amare i computer, una passione così forte che lo ha portato poi a diventare responsabile delle campagne online dei candidati presidenti di Francia. Mounir Mahjoubi ricopre un incarico del tutto innovativo, corrispondente a quello di un ministro italiano, che lo ha portato a diventare diffusore dell’idea “internet per tutti”; aumenta infatti sempre di più il peso del mercato digitale, e la Francia vuole portare avanti una politica che riesca a valorizzare le piccole imprese anche sulle piattaforme web e a controllare le imposte dei cosìddetti “giganti del web”.

Risale a questa estate il suo invito a disinstallare le applicazioni dei social network dal cellulare, in un’occasione in cui parlava del suo consiglio per le vacanze estive, ovvero: “cancellare l’applicazione di Twitter e alzare la testa dallo schermo.”  Tra le conseguenze immediate, prendere le distanze dai provocatori e dagli haters, per trascorrere “un’estate felice”. La sua iniziativa controcorrente ha fatto molto discutere, ha addirittura dichiarato di “aver recuperato un’ora di tempo al giorno.” 

Sarebbe folle pensare di imporre un limite all’uso della rete, ma vogliamo che le piattaforme attivino servizi che permettano a tutti una maggiore consapevolezza nell’utilizzo dei dispositivi.

Questo genere di proposte stanno portando a raccogliere sempre più sostenitori, come aveva sottolineato l’Amministratore delegato della Apple, Tim Cook, durante il Fortune Magazine Conference di San Francisco. Anche l’influencer Chiara Ferragni qualche giorno fa ha deciso di disconnettersi per un po’ dal mondo social per una giornata di digital detox.

Il coming out e la lotta agli haters (gli “odiatori”)

Proprio attraverso la rete Mounir si è mostrato con il suo compagno, dichiarando di essere apertamente omosessuale, e ricevendo anche per questo motivo una valanga di commenti dai leoni da tastiera“.

Da allora si è sempre battuto per contrastare la diffusione dell’omofobia e dei comportamenti discriminatori che avvengono quotidianamente online o attraverso violenze fisiche e psicologiche. Ha dichiarato che oggi “è ancora pericoloso essere omosessuali”  e recentemente, attraverso il suo profilo Twitter, aveva scritto:

L’omofobia è un male che corrode la società, invade le scuole superiori, contamina famiglie e amici perduti. Peggio ancora, infesta le menti degli omosessuali e talvolta ci costringe, spesso, ad adattarci e mentire per evitare l’odio, per vivere.

La proposta di legge

Proprio ieri il governo francese ha annunciato di voler introdurre una legge contro gli haters, ovvero promuovere una propaganda verso un maggiore controllo dei contenuti da parte degli utenti e delle piattaforme online. Infatti, per la diffusione di contenuti discriminatori, razziali o antisemiti che non verranno rimossi, si rischieranno multe fino a 37,5 milioni di euro.

La Francia decide così di appoggiare una politica più attenta ai contenuti e all’uso del mondo digitale, in modo simile alla Germania. Si spera che questo nuovo tipo di approccio nei confronti della netiquette possa trovare il proprio spazio anche in Italia, inserendola in un vero e proprio contesto europeo e globale, all’interno del quale le priorità del digitale verranno discusse nel prossimo EuroTech 2024.

                                                                                                                     Maria Laura Riccardi

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