Mount Recyclemore: la scultura provocatoria dedicata ai membri del G7

Mount Recyclemore è il titolo dell’inedita opera d’arte firmata Joe Rush. Un evidente richiamo al monumento nazionale del Monte Rushmore, in sud Dakota, come suggerisce il titolo. Ben riconoscibili i sette volti degli attuali capi di stato: da Boris Johnson a Yoshihide Suga, da Emmanuel Macron a Mario Draghi, fino a Justin Trudeau, Angela Merkel e Joe Biden.


L’opera è un’evidente provocazione che mette a nudo l’inefficacia delle politiche attuali in materia ambientale. Non a caso è stata edificata proprio in Cornovaglia, nei pressi del Carbis Bay Hotel dove alloggiano i leader mondiali, riuniti per il G7. Un’opera composta interamente da rifiuti elettronici, fornendo in chiave visiva un importante tema da dibattere a tavolino: lo sfrenato consumismo  e la rapidissima obsolescenza delle componenti elettroniche.

Mount Recyclemore e la verità dietro gli schermi LCD





I volti brillanti e variopinti dei politici sono realizzati interamente da vecchi pc, telefoni o aspirapolvere. “Parlate tra di voi e risolvete questo problema” – ha affermato l’artista britannico. “Speriamo di toccare la loro coscienza per fare capire a questi leader che sono tutti insieme in questo business dei rifiuti.” Continua parlando a nome suo e della musicMagpie, azienda britannica impegnata nella compravendita online di  elettronica. I Paesi del G7 sono i principali produttori di rifiuti a livello globale. L’e-waste è la principale minaccia per il pianeta: il flusso degli scarti elettronici è la categoria di rifiuti a crescere più rapidamente. Solo in Asia il volume dell’e-waste è aumentato del 63%  in soli cinque anni. Il motivo è l’obsolescenza programmata a scopi lucrativi, contro la quale l’artista afferma la necessità di aumentare la vita dei prodotti e mettere a punto efficaci tecniche di riciclaggio.

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: il lento avvelenamento del pianeta




Componenti elettroniche come Tastiere, smartphone o monitor fanno presto a diventate obsoleti, ma non fanno altrettanto in fretta ad essere smaltiti. Questo “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” è oggetto di denuncia dell’artista visuale, che imputa la colpa ai leader mondiali, ricordandogli il compito di gestire validamente quest’emergenza. I RAEE sono un veleno per il pianeta su cui vengono abbandonate. Conseguenza di un riciclaggio non conforme è l’emissione incontrollata di anidride carbonica e altre sostanze chimiche tossiche, come il mercurio. Le disparità di prezzi di smaltimento rendono più vantaggioso l’abbandono selvaggio in Paesi dell’Asia e del Medio oriente. Basti pensare che il rapporto Europa-India in termini di smaltimento è di 35€ contro i 2€  per chilogrammo. Non c’è da stupirsi se il 97% dei rifiuti è smaltito illegalmente in India, facendo del Paese un vero e proprio cimitero elettronico. Mount Recyclemore è il danno ambientale palesato agli occhi dell’uomo, di cui i Paesi produttori sono responsabili. L’artista Joe Rush, con un linguaggio visivo immediato e ad alto impatto emotivo traduce ciò che troppe volte è stato ricordato da attivisti, ricercatori e scienziati. Abbiamo solo questo pianeta, e rischiamo di avvelenarlo.

Elena Marullo

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