Muore diciassettenne. L’ha ammazzato il sistema sanitario americano, non il virus

A un diciassettenne statunitense è stato negato il ricovero una struttura medica della California. Aveva tutti i sintomi del Coronavirus, ma non la necessaria assicurazione medica prevista dal sistema sanitario americano. Il punto non è se il ragazzo avesse o meno contratto il virus. Il punto è che lo stesso sistema sanitario americano continua a mietere vittime.


A Lancaster, in California, un diciassettenne si presenta in ospedale con la febbre alta e diversi sintomi del Covid-19.
Ma l’ospedale, appurato che il ragazzo non ha l’assicurazione sanitaria, si rifiuta di ricoverarlo.
Pochi giorni più tardi, quel diciassettenne muore.
È solo una delle mille storie che si potrebbero raccontare su questa pandemia e sulla gestione della sanità statunitense, una vita tra le oltre 40.000 già portate via dal virus.
Ma se ci pensate quel ragazzo non è morto di coronavirus, in realtà, è morto perché era povero e non poteva permettersi di pagare l’assicurazione sanitaria.

Quel ragazzo l’ha ammazzato il sistema sanitario americano, non il virus.

Tutto questo mentre, sempre negli USA, l’epidemia dilaga perché non sono stati fatti i tamponi all’inizio, quando forse si era ancora in tempo per circoscriverla.
Costavano troppo, specialmente senza assicurazione.
Mi auguro solo che nessun politico, qui da noi, si azzardi più a venirci ancora a parlare di sanità privata.
Nessuno.
Non vi azzardate.

 

Emiliano Rubbi

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