Muro di Berlino: una storia da riscrivere a 28 anni di distanza dalla sua caduta

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La caduta del Muro di Berlino oggi, 9 novembre, compie il suo 28esimo anniversario. Resta da capire se la Germania sia rimasto o sia mai stato il Paese del “Giorno della Libertà

Mentre Roger Waters, ex bassista dei tanto amati Pink Floyd, suona The Wall, nel 1990 in Germania si festeggia il primo anno della caduta del Muro di Berlino

Il segno tangibile di una guerra fratricida resta nell’immaginario collettivo il Muro di Berlino. La Germania dell’Est non ne può più di dividere i suoi giocattoli con sua sorella, la Germania dell’Ovest. “Tu a casa mia non entri più” ed ecco che il più classico dei dispetti fanciulleschi diventa realtà.



Caduta del Muro e Giorno della Libertà

Un litigio lungo 28 anni di silenzio quello tra la Berlino dell’Est e quella dell’Ovest. A volte, il silenzio viene straziato da colpi di arma da fuoco. Un corpo cade per terra privo di vita e con lui più di un centinaio. Pianti e urla, per poi tornare nuovamente nel più inquietante silenzio. Quel corpo, appartenuto a un uomo, stava cercando di scavalcare il tanto chiacchierato Muro di Berlino forse per ricongiungersi al corpo, appartenuto alla donna, che è caduto per terra nello stesso momento. Le sentinelle messe come guardiani, possono essere davvero crudeli.

Chissà se avessero figli o se le loro spose vivessero al di là del cemento.

A volte, però, vale la pena aspettare. È il 9 novembre 1989 quando viene dato l’annuncio dell’apertura delle frontiere. Una folla incontrollata di persone si appresta a scavalcare gli oltre 100 km del muro. “Sparateci tutti adesso!“. La stessa folla mista ad autorità, ha smantellato quell’enorme monumento di cui oggi restano visibili solo pochi metri come testimonianza storica. Per non dimenticare ciò che è stato, insomma.




L’Italia ha assegnato al 9 novembre il nome di “Giorno della Libertà“, in onore della liberazione dall’oppressione di regime.

Una libertà asettica quella della Germania di oggi

Una libertà osannata e inneggiata a seguito della caduta del Muro di Berlino. Ci si domanda se questa libertà non sia soltanto una parvenza. A tal proposito, è indispensabile una riflessione. Una Germania divisa da un muro e insieme a essa milioni di famiglie. Due figlie separate e rinchiuse nella propria convinzione di ragione. Nessuna parola tra di loro, pena la morte. Nessuna libertà di circolazione di persone o idee.




Una Germania unita, oggi modifica la politica di accoglienza. Uomini, donne e bambini, non possono più circolare in Germania. Dopo un primo soccorso vengono rispediti nella terra dalla quale sono fuggiti. L’unica eccezione è fatta per coloro i quali fanno domanda di lavoro e alla Nazione “serva”. Azzardando un paragone con la Germania del Muro, la sostanziale differenza è che queste persone non vengono uccise con colpi d’arma da fuoco. Tutto sembra ripetersi.

La Libertà diventa Asettica, previene le possibili “infezioni da contagio” di idee.

Il Muro diventa Ideologico e ci si avvia sempre di più verso qualcosa di grande.

Grande non vuol dire sempre bello. Una grande potenza come quella tedesca non ha necessariamente una grande libertà.

Maria Giovanna Campagna

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