Musli Alievski: l’operaio Rom che usa le ferie per aiutare i profughi

Da tre anni rinuncia alle ferie per andare ad aiutare i disperati nei campi profughi. Il 23 Aprile partirà per Chios insieme ai volontari di Stay Human, provenienti da tutta l'italia

C’è bisogno d’aiuto, dell’aiuto di tutti.

Musli Alievski
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Musli Alievski è un Rom, uno “zingaro”, come l’italiano medio lo definirebbe. È un Rom ed è  (giustamente) fiero di esserlo. Ci tiene alla sue origini, e non le nasconde come fosse un marchio, le sfoggia come un fiore all’occhiello. Non ha compiuto ancora trent’anni, è nato in Macedonia, ma ha messo radici in terra marchigiana.




Musli fa l’operaio a Pesaro, otto ore al giorno in fabbrica. Fin qui tutto regolare, un Rom che lavora in fabbrica. Ma, l’essere Musli esula dall’ordinario, tutto ciò che lo riguarda, ordinario non è. Sente il bisogno di mettere la sua vita a disposizione degli “ultimi”, di quelli che non hanno voce, di quelli che non riescono più nemmeno a piangere per la disperazione. Così, è dal 2015 che, Musli prende le ferie per andare ad aiutare i profughi: quelli che scappano delle guerre e dalla fame, quelli che nessuno vuole, quelli che fanno notizia solo per un giorno, quando un fotografo riesce a cogliere un attimo di vita che si perde tra una spiaggia di cadaveri che il mare ha rigurgitato sulla battigia. Gli invisibili.

L’aiuto che porta questo zingaro è concreto: nel 2015 parte alla volta del confine serbo-macedone, arriva a Tabanovce. È da solo, ha portato con sé cibo e medicine che è riuscito a racimolare solo con le sue forze. Nell’aprile del 2016, dopo un anno dal primo viaggio, parte di nuovo. Questa volta verso Idomeni, confine Grecia – Macedonia. Qui aiuta i profughi con monitoraggio e distribuzione kit di igiene e beni di prima necessità.

Questo moderno Don Chisciotte, fa quel che può da solo, senza aiuti fino a maggio 2016, quando fonda la “Stay Human Onlus”. Restiamo Umani, perché Musli è un Rom, Musli è un operaio, Musli è un benefattore, ma soprattutto, Musli è un uomo. Ed è l’unione delle forze e le sinergie che può fare la differenza. Musli Alievski non è più solo. Nell’agosto del 2016 parte la prima “carovana umanitaria”, 22 persone che, arrivano a Salonicco con un furgoncino  carico di solidarietà e beni da distribuire, tra cui vestiti e giocattoli. Vanno via, ma a dicembre ritornano in otto,  per distribuire medicine. Ad agosto 2017 parte la terza carovana umanitaria. Fanno tappa ad Atene e Lavrio, sono in dodici e distribuiscono beni di prima necessità, tra cui omogeneizzati per i bambini.

Il 23 Aprile, tra pochi giorni, Musli Alievski e una nuova carovana umanitaria, partiranno per raggiungere Chios in Grecia. La bellissima località ellenica,  una volta rinomata meta dei vacanzieri, oggi ospita i disperati che scappano dai loro drammi. A Chios sono bloccati quasi 2800 rifugiati siriani, stipati come animali in un campo dove vengono privati di qualsiasi diritto umano. La situazione è drammatica, lì manca tutto, così, Musli insieme a persone provenienti da ogni angolo della nostra penisola, rinunciano alle ferie per portare un pò di sollievo ai migranti. Per ora sono pronti a partire in 15, ma Musli spera che qualcun’altro sia pronto ad aggregarsi prima della partenza. Musli collabora con questo blog da un pò di tempo, il suo impegno per gli “ultimi” è a 360 gradi, per 365 giorni all’anno. Interpellato sulla questione, ci dice :

C’è bisogno di aiuto, dell’aiuto di tutti. Non si può rimanere indifferenti di fronte a questa crisi umanitaria. La più grande dopo la fine della seconda guerra mondiale.

In effetti la situazione è disperata perché l’indifferenza copre come un velo tutto.

Un bambino su due non frequenta la scuola, ha subito un lutto a causa della guerra oppure ha subito  bombardamenti.  Esiste un dramma ancora più grande, abbiamo generazione intera di minori siriani con gravi problemi psicologici.

 E mentre in queste ore la comunità internazionale fa gara a chi ce l’ha più lungo, i siriani muoiono sotto le bombe di “buoni e cattivi “, in una guerra che non è la loro.

 

2 Comments
    1. Ultima Voce says

      Hai ragione, e non un caso isolato.

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