“Mustang”: l’indomita grazia e resistenza di cinque giovani donne

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“Mustang” è un film che custodisce le vicende di cinque sorelle, non ancora maggiorenni. Due bambine e tre ragazze adolescenti, che a causa di una serie di giocose coincidenze, considerate imbarazzanti dal Paese in cui vivono, sono costrette, nello scorrere della narrazione del film, a crescere e a diventare prematuramente delle donne preconfezionate. Questa è la trama di “Mustang”.

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Il film riporta lo spaccato della vita di cinque sorelline che vivono in un paese della Turchia. La narrazione scenica è alternata con la voce narrante di Lale, la più piccola delle sorelle. Il flusso di pensieri di Lale accompagna lo spettatore durante tutto il film, e racconta come la loro giovane voglia di vivere la loro età si trasformi progressivamente in un incubo.

Alla fine dell’anno scolastico le cinque sorelle decidono di tornare a casa con i loro compagni di classe, una compagnia mista. Durante il tragitto del ritorno questi fanno tappa in spiaggia, per giocare in acqua. Felici dell’inizio dell’estate e della fine della scuola, festeggiano spensierati.

Questa gioia e spensieratezza nel festeggiare l’arrivo delle vacanze e la libertà a queste associata, non è stata percepita nel medesimo modo da quegli adulti del paese che hanno per caso assistito ai festeggiamenti dei giovani in spiaggia. All’improvviso, le cinque sorelline si trovano soffocate da quel mondo degli adulti pieno di pregiudizi, doveri imposti, legami formali e virtù deterministiche. Lo stereotipo secolare del ruolo della donna che imbeve quella società, le condanna a una vita piena di imposizioni sociali, sentimentali e aspettative avvilite.

La loro stessa casa, nello scorrere del film, diventa progressivamente un carcere di massima sicurezza. L’abitazione prima accogliente si è trasformata in una prigione con serramenti di acciaio alle porte e finestre, recintata da alti muri con spuntoni di ferro. La loro nonna è la figura femminile di riferimento dopo la morte dei loro genitori, la loro tutrice. Insieme allo zio, i due parenti adulti diventano i carnefici delle cinque ragazze.

La piccola Lale desidera moltissimo andare allo stadio per vedere una partita della League, il campionato di calcio turco, riservata a sole ragazze per i precedenti episodi di violenza causati dagli uomini. Le sorelle senza il permesso dello zio l’accontentano, accompagnandola. L’impresa riesce grazie a Youssef, un giovane uomo che incrocia per caso il percorso delle sorelle, offrendo sempre il suo aiuto senza mai chiedere nulla in cambio. I festeggiamenti allo stadio sono l’ultimo momento di libertà che le cinque ragazze vivranno insieme.

Per non aver rispettato gli ordini dello zio le ragazze vengono recluse. La scuola viene sostituita da lezioni di faccende domestiche, per formare delle brave mogli. Le telenovelas sono gli strumenti per insinuare nelle loro menti queste nuove mansioni e modelli. Il loro abbigliamento non deve scontare sconcerto e scandalo, quindi le ragazze vengono spogliate dai loro vestiti occidentali, per fargliene indossare altri omologati secondo i requisiti religiosi, sobri e impersonali.

Non usano più le scarpe per uscire all’aria aperta ma le pantofole, perché le uniche passeggiate concesse sono quelle organizzate dalla nonna per mettere in mostra le nipoti come appetibili mogli per i giovani e meno giovani del paese. Le cinque sorelline, diventate per la loro famiglia un peso da cui liberarsi al più presto, si trovano a vivere immerse in un deserto umano.

“Mustang” è diretto dalla regista Deniz Gamze Ergüven. Una donna di origine turca naturalizzata francese, che non abbassa la testa né arrossisce timidamente di fronte a queste problematiche sulla condizione della donna e sul matrimonio minorile. Un ammonimento sugli effetti della mancata protezione e tutela del diritto alla libertà e autodeterminazione della donna. Diritti che vengono ripetutamente violati e messi sotto attacco da convenzioni e comandamenti reinterpretati nei secoli da uomini per uomini, che con questi esercitano e giustificano la loro autorità e imposizione sessuale. Spesso i primi inquisitori e guardiani di queste tradizioni maschiliste sono le donne stesse, mamme, nonne e zie.

Questo film di grande purezza espressiva ci dona un limpido punto di vista su problematiche culturali diffuse. Per questo è stato scelto dalla Francia per la candidatura agli Oscar 2016, nella sezione in concorso per i migliori film stranieri.

“Mustang”: indomabile. Il nome di un film che parla senza veli della resistenza, della grazia, della lotta e del sacrificio per l’indipendenza di cinque sorelle. Cinque giovani donne che lottano contro una forma di dominazione maschile tuttora colma di tabù.

Giulia Saya

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