Nanni Balestrini, il poeta e romanziere è morto all’età di 83 anni

Il poeta è stato un importante esponente del movimento culturale della Neoavanguardia.

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Nanni Balestrini è stato un importante poeta, romanziere, critico letterario e artista visivo italiano.

Nanni Balestrini si è spento nella notte del 19 maggio presso l’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove era ricoverato. A darne il triste annuncio per prima è stata la casa editrice DeriveApprodi, la quale ha pubblicato un commovente comunicato su Facebook:  

Nanni è scivolato via lieve, delicato e leggero, com’era il passo che segnava l’attraversare i mondi immaginifici della sua instancabile creazione.

Nato il 3 luglio del 1935 a Milano, fin da giovane è stato attivo nella promozione della cultura e nell’impegno civile.

Fu esponente del movimento culturale della Neoavanguardia e membro fondatore del ‘Novissimi’ del ‘Gruppo 63’. Un circolo letterario di cui facevano parte autori, critici, artisti e scrittori che abbracciavano la corrente neoavanguardista.




Arte visiva - Nanni Balestrini
Potere Operaio (1972) di Nanni Balestrini

La produzione artistica e letteraria

Nanni Balestrini non c’è più, ma le sue opere sono immortali. Il poeta è stato autore di ben 23 raccolte di poesie, 12 romanzi, 2 libri di racconti e altre 9 opere varie. La sua prima opera, Il sasso appeso, è stata pubblicata nel 1961, quando Nanni aveva 26 anni.

Neppure in età avanzata ha abbandonato la sua passione per la scrittura. Infatti ha continuato a collaborare con la casa editrice Derive Approdi anche negli ultimi mesi per la pubblicazione del libro-rivista sperimentale Kritik. Prontuario di sopravvivenza all’agonia del capitale del quale ha scritto Istruzioni preliminari, l’editoriale iniziale.

Una vastissima produzione che testimonia il suo inesauribile amore per la letteratura e per l’arte. Balestrini è stato anche un artista visivo e le sue opere neoavanguardiste sono state esposte a Bolzano, Kassel (in Germania), Torino ed Ivrea.

L’impegno politico

Negli anni ’60 e ’70 con i suoi scritti Nanni Balestrini si è fatto portavoce della lotta popolare e operaia e delle rivendicazioni di una generazione oppressa che non si rispecchiava nella società dell’epoca e voleva cambiare il sistema.

Credeva fermamente negli ideali rivoluzionali e socialisti. Le sue opinioni politiche sono palesate in Vogliamo tutto, uno dei suoi libri più famosi. Pubblicato nel 1971 e in seguito tradotto in francese e in tedesco, il romanzo racconta la storia travagliata di un giovane operaio campano di nome Alfonso che finisce per farsi licenziare da tutte le fabbriche che lo assumono.

È ambientato nel 1969, un anno dove gli scontri e le rivolte operaie nelle fabbriche erano all’ordine del giorno. Nel libro ‘Vogliamo tutto’ è lo slogan della lotta sociale di studenti e lavoratori contro lo sfruttamento disumano e malpagato della manodopera.

L’addio degli amici e di altri volti noti

Nanni Balestrini era amato e stimato da molti personaggi illustri.

Il poeta Lello Voce, suo amico e co-fondatore del Gruppo 63, sul Fatto Quotidiano scrive:

Nanni era una relazione, un connettore di destini e di arte, un cortocircuito.

Non lo piangete, Balestrini ne sarebbe annoiato e infastidito (due verbi che usava spesso per esprimere il suo disagio nei confronti di qualcosa o qualcuno).

Usatelo: le istruzioni sono comprese nell’opera, qualsiasi sua opera.

Il Sindaco di Milano Beppe Sala sulle sue pagine social lo ha definito:

Uno degli autori e scrittori milanesi più spiazzanti del nostro tempo. Una voce coraggiosa, indipendente e spesso fuori dal coro.

Betty Mammucari

 

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