Napoli, Valentino ragazzo sordo cacciato di casa perché omosessuale

All’alba del 2019 avvengono ancora gravi casi di discriminazione come quello avvenuto a Napoli, alla Viglilia di Natale.

Photo by @pride.com
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Ha 25 anni Valentino e proprio il giorno della Vigilia di Natale, dove solitamente si è tutti più buoni, è stato cacciato di casa. A non volerlo la sorella di lui e il cognato. Il motivo? Valentino è omosessuale.




L’episodio è avvenuto a Napoli ed è subito balzato alle cronache. Inizialmente in molti hanno pensato potesse trattarsi di una fake news. Ma purtroppo la vicenda di questo ragazzo è vera. A raccontarla e a renderla nota l’associazione i Ken. Tramite l’associazione, che si è rivolta subito alla delegata comunale per le Pari Opportunità, Simona Marino, è stata subito trovata una soluzione abitativa per il giovane non udente. Il Rainbow Center di Napoli lo ospiterà durante le ore diurne ma gli è anche stata assegnata una sistemazione per la notte.

La ‘colpa’ di essere omosessuale

Si potrebbe ‘condire’ questa storia con elementi pruriginosi e magari qualche frase ad effetto, ma è proprio nella sua drammatica semplicità che desta stupore e rammarico. Il ragazzo, già in difficoltà poiché sordo, è stato respinto dalla sua stessa famiglia perché omosessuale. Disprezzato per questo suo orientamento sessuale, i parenti non lo hanno ritenuto degno di aiuto e di fargli trascorrere almeno le feste serenamente.

Da i Ken Onlus hanno anche fatto sapere, come riportato anche su FanPage Napoli, che Valentino è un ragazzo molto dolce e con un grande senso di dignità. La volontà di rendere pubblica la vicenda serve a sensibilizzare ancora su questo tema che, se per molti versi sembra ‘superato’, per molte famiglie rimane ancora un tabù o peggio, un motivo di vergogna. E questo tema si chiama omofobia.

Il rifiuto che parte dalle famiglie

Il rifiuto verso l’omosessualità spesso parte proprio dall’interno delle famiglie che scoprono o vengono a sapere che uno dei loro membri è gay. Nonostante l’argomento sia stato sdoganato in TV, sui giornali e sembra non essere più un problema, in molti casi il disprezzo esiste ancora. Ed è latente, dietro le porte delle case. Porte chiuse dove sotto l’albero di Natale si predicano bene e tolleranza, le stesse porte che rimangono chiuse e non si aprono neanche per aiutare un fratello in difficoltà. Un fratello sordo la cui colpa è solo quella di essere gay.

Marta Migliardi

 




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