A Napoli si spara in pieno giorno, ucciso un ventenne

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Mentre ancora si sente l’eco della polemica tra Saviano e De Magistris sulla criminalità a Napoli, a rispondere è proprio la realtà, e risponde a suon di proiettili.

Si spara in pieno giorno a Napoli, senza timore. Sono da poco passate le dodici, quando la paura irrompe in Via Montevergine, a Soccavo. Tutto si svolge all’incrocio con Epomeo nel quartiere della città metropolitana di Napoli.

Due killer su uno scooter aprono il fuoco nei pressi di una chiesa. Mirano e sparano, incuranti della folla assiepata nella zona gremita di negozi, nella parte ovest di Napoli.

L’agguato individua, colpisce e lascia a terra morto il suo obiettivo. Renato Di Giovanni, appena 20 anni, già indagato per droga. Il ragazzo è stato colpito da più di un proiettile ed è morto quasi subito.

La prima vittima di questo 2017, è un ex calciatore della Primavera del Napoli, che militava al momento nell’Arzanese Calcio. Era già noto alle forze dell’ordine perché coinvolto nel reato di spaccio di droga. Era infatti sottoposto ad obbligo di firma dalla Polizia Giudiziaria.

Le modalità dell’esecuzione sono al vaglio degli inquirenti, in particolare dei carabinieri di Bagnoli sotto il comando di Nicola Quartarone. Sono stati eseguiti i necessari rilievi e controllato la possibile presenza di telecamere di sorveglianza. Queste, infatti, potrebbero fornire ulteriori dettagli di quello che sembra a tutti gli effetti un atto di stampo camorristico. In effetti, secondo le prime ricostruzioni, la giovane vittima aveva collaborato più volte con il clan Vigilia, sempre nell’ambito del traffico di droga.

L’agguato è avvenuto proprio nel giorno in cui venivano presentati alla Corte di Appello di Napoli i dati sulla criminalità in città. In particolare le cifre sembrano rilevare un allarmante aumento di omicidi e rapine seriali all’interno dell’area di Napoli e provincia.

L’esecuzione di un giovane ventenne in pieno giorno tra la folla sembra dare atto a Saviano delle sue affermazioni. Napoli è anche questo, una realtà violenta, cruda, in cui documentare sembra ormai l’unica scelta possibile, in cui la Bellezza lotta per emergere oltre tutto questo strato di sangue ed illegalità.

 

 

 

 

 

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