Nastri d’argento 2018: trionfa Dogman, a Sorrentino miglior sceneggiatura

Serata di riconoscimenti al Teatro Antico di Taormina, come da tradizione

La cerimonia ha visto trionfare il già acclamato film di Matteo Garrone basato sui fatti del Canaro della Magliana, mentre Loro, la satira di Paolo Sorrentino liberamente ispirata alla vita di Silvio Berlusconi e allo scandalo di Vallettopoli sono stati assegnati riconoscimenti agli attori e alla sceneggiatura

Lo scorso 30 giugno si è tenuta sullo sfondo del Teatro Antico di Taormina, come da rituale, la Cerimonia di premiazione dei Nastri d’argento 2018.

Condotta da Massimo Ghini e da Carlotta Proietti e trasmessa in seconda serata il 6 luglio alle 23:30 su Rai 1, il ricevimento ha visto come protagonisti tutti i principali attori, attrici, registi e film che hanno primeggiato nelle sale italiane tra l’inverno 2017 e la primavera di quest’anno.

Nastri d’argento: il nuovo successo di Garrone

Matteo Garrone, dopo i già acclamati Gomorra, Reality e Il racconto dei racconti, si è visto riconosciuto nuovamente il successo di pubblico e di critica grazie al suo dramma suburbano Dogman, film che si riavvicina alle atmosfere dei suoi primi film, come L’imbalsamatore e Primo amore, e che ha qui fatto incetta di premi. Si tratta dopotutto di un successo che era stato già annunciato al Festival di Cannes di quest’anno, dove Marcello Fonte, l’attore calabrese che nel film interpreta il pasoliniano personaggio ispirato al Canaro della Magliana, si era aggiudicato il prestigioso Prix d’interpretation masculine riconfermando il talento di Marcello Forte, e che qui ha ricevuto il premio di miglior attore protagonista ex aequo con Edoardo Pesce, che nel film interpreta il violento Simone.

Nonostante i concorrenti all’altezza, tra cui Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2018), Call me by your name di Luca Guadagnino (Oscar alla miglior sceneggiatura non originale 2018) e la didascalica satira berlusconiana in due atti di Paolo Sorrentino, Loro, Dogman ha conquistato miglior film e miglior regista per Matteo Garrone, miglior produttore per Archimede e Rai Cinema.

Le altre categorie

Le altre categorie hanno visto primeggiare i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo con la loro opera prima, La terra dell’abbastanza, come migliori registi esordienti. Miglior soggetto a Luciano Ligabue per Made in Italy, miglior attrice protagonista a Elena Sofia Ricci nel ruolo di Veronica Lario in Loro, che ha battuto Giovanna Mezzogiorno (Napoli Velata), Luisa Ranieri (Veleno), Lucia Mascino (Amori che non sanno stare al mondo) e le candidate ex aequo Alba Rohrwacher e Valeria Golino per Figlia mia. A Riccardo Milani va invece il premio come miglior commedia per Come un gatto in tangenziale, successo al botteghino con Antonio Albanese e Paola Cortellesi. Il duo Paolo Sorrentino e Umberto Contarello si riafferma vincente nella categoria alla miglior sceneggiatura per LoroI due avevano già collaborato in passato per gli ultimi film di Sorrentino, come La grande bellezza (2013) e This Must Be the Place (2011). Sempre per Loro, a Riccardo Scamarcio e a Kasia Smutniak va rispettivamente il Nastro d’Argento come miglior attore e miglior attrice non protagonisti, mentre la coppia Albanese-Cortellesi vince nelle categorie miglior attore e miglior attrice in un film commedia.

Fotografia e colonna sonora

Miglior fotografia per Gian Filippo Corticelli che ha contribuito alle atmosfere esoteriche e misteriose del debutto noir di Ferzan Özpetek, Napoli Velata. Miglior scenografia a Dimitri Capuani per Dogman, migliori costumi a Nicoletta Taranta per A Ciambra e Agadah, mentre miglior montaggio ex aequo viene assegnato a Call me by your name per Walter Fasano e a Dogman per Marco Spoletini. Il musical partenope dei fratelli Aldo e Pivio De Scalzi, Ammore e malavita, vince il premio come migliore colonna sonora, riconoscimento riconfermato dalla categoria miglior canzone originale, con Bang Bang, interpretata nel film da Serena Rossi.

I premi speciali

Gli altri premi speciali hanno visto onorare il lavoro dei Fratelli Taviani per Una questione privata, dal romanzo di Beppe Fenoglio, il film d’animazione Gatta Cenerentola di Alessandro Rak e la storia di empowerment femminile di Marco Tullio Giordana con Cristiana Capotondi, Nome di donna. Premio speciale anche per i quarant’anni di servizio del conduttore Massimo Ghini e per il maestro Gigi Proietti. A Claudia Gerini il Premio Manfredi e a Edoardo Leo, protagonista della trilogia di Sidney Sibilia Smetto quando voglio, il Premio Persol al personaggio dell’anno.

Chiudono le fila della classifica il pluripremiato Vittorio Storaro per la fotografia di Wonder Wheel di Woody Allen e Paolo Virzì per Ella and John – The Pleasure Seeker, il film con Helen Mirren e Donald Sutherland a cui è stato assegnato il Nastro Cinema Internazionale.

Matteo Cardillo

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