Buon Natale dallo Yemen: la catastrofe umanitaria più ignorata dal Mondo

Photographs by Tyler Hicks Oct. 26, 2018, New York Times
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Sono circa 14 milioni le persone nello Yemen, lo stato a est della Penisola Araba, ridotte allo stremo delle forze. Una guerra civile che dal 2015 sta letteralmente annientando un popolo. Regna la quasi più totale indifferenza del resto delle Nazioni che, solo a tratti, si ricordano della più grande crisi umanitaria del mondo.

Il 13 dicembre era stata stabilita una tregua tra i ribelli Houthi e l’esercito yemenita. Ma la stessa è stata infranta dopo pochi giorni, che sono comunque serviti a far raggiungere  i rifornimenti umanitari anche nelle zone sotto il controllo dei ribelli. Pochi giorni e l’esercito saudita ha  giustificato il bombardamento della scorsa notte come una reazione alle violazioni dei i ribelli Houthi.

Tre anni di guerra dove, come sempre, sono i civili a pagare il prezzo più alto. Anche perché, come riportano i dati dello Yemen Data Project, un terzo dei bombardamenti è rivolto ad obiettivi civili: ospedali, scuole, abitazioni.



Yemen: la più grande catastrofe umanitaria

Sono 3 milioni gli sfollati. Metà della popolazione si trova in stato di carestia. 400mila i bambini coinvolti negli sfollamenti e 1,1 milione di donne incinta. Oltre alla tregua violata ora sta giungendo anche in Yemen l’inverno e questo creerà ulteriori disagi e difficoltà, specialmente ai 530mila sfollati che abitano nelle zone montagnose dove la temperatura scenderà anche sotto lo zero. Molti di loro non hanno più cibo e sono destinati, senza troppi giri di parole, alla morte.

L’intervento dell’Onu per lo Yemen

Di oggi la notizia, il solito trafiletto che pochi leggono, che l’Onu ha votato la risoluzione di un dispiegamento di osservatori ad Al Hodeidah, per “monitorare, sostenere e facilitare l’immediata attuazione dell’accordo di Stoccolma”, auspicandosi un ritiro ‘graduale ma rapido’  da entrambe le parti.  Ma la tregua, come riporta anche L’Huffington Post era impossibile ed è stata infranta dopo pochi giorni.  L’incoerenza e l’indifferenza dell’ Occidente tornerà a prevalere e a far piombare questa tragedia nel silenzio.

Incoerenza, perché non si può dichiarare lo stato di carestia che permetterebbe un maggior impegno questo conflitto, perché le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG non possono, per motivi di sicurezza e per il divieto di accesso in alcune aree, realizzare indagini atte a stabilire il tasso di malnutrizione e mortalità.

Incoerenza perché, se da un lato si cercano mediazioni e si invocano dispiegamenti di osservatori, dall’altro è risaputo che si consente l’esporto di armi che vengono usate nei vari conflitti e bombardamenti. Anche l’Italia, come riporta Articolo21 fa la sua parte ”le bombe prodotte in una fabbrica di Domusnovas, Iglesias, Sardegna sud-occidentale, finiscono sotto i caccia della coalizione a guida saudita per colpire i ribelli sciiti basati nel nord dello Yemen e nella capitale Sana”.

Buon Natale, quindi dall’Italia allo Yemen. Buone Feste anche dall’Onu che con timide proposte nasconde le incoerenze internazionali, con una mano sporca di sangue dietro la schiena, stringe l’altra in accordi di pace e vigilanza.  Buon Natale allo Yemen anche dall’informazione che non c’è, un pò perché non facile da reperire, un pò per l’indifferenza che regna sovrana. Perché i nostri occhi sono chiusi difronte alla catastrofe umanitaria più grande del Mondo.

Marta Migliardi




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