Naviga per 3 giorni senza cibo con a bordo 1500 migranti. Salvati da MSF

Nave MSF salva migranti bloccati in mare a causa del G7

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Una nave di Medici senza Frontiere salva 1500 migranti ha navigato per ben 3 giorni a causa della chiusura dei porti della Sicilia per il G7 di Taormina.

LA “Vos prudence”,nave di Medici senza Frontiere ha soccorso ben 1500 persone su un’imbarcazione che ne poteva contenere soltanto 600.

Sono stati salvati centinaia di migranti nelle acque del Mediterraneo ma la nave è rimasta per 3 giorni in mare, poiché a causa del G7 di Taormina i porti della Sicilia erano chiusi.

Solo nella mattinata di ieri ha potuto finalmente attraccare a Napoli, dopo lunghi giorni di navigazione senza cibo.

Numerose sono state le richieste di aiuto rimaste prive di riscontro da parte delle istituzioni in questi giorni di emergenza e paura.

A bordo dell’imbarcazione erano presenti circa 207 donne, di cui 22 incinte, 45 bambini e due cadaveri.

I migranti partivano dalla Libia ma la maggior parte sono di origine nigeriana.




L’ennesima fuga disperata, l’ennesima speranza di salvare la propria vita e quella dei propri cari.

Trainiti, di Medici senza Frontiere, ha dichiarato: “Molti di loro presentano fratture su tutto il corpo. Inaccettabile la chiusura di una zona famosa per l’accoglienza.”

A causa della chiusura dei porti, dovuti al G7, i soccorsi hanno subito notevoli rallentamenti; a bordo, anche, migranti ustionati dalla miscela di benzina e acqua.

Le operazioni di salvataggio si sono protratte, ininterrottamente, su dodici barconi dal mattino alla sera senza la presenza di nessuna altra barca che potesse aiutare la Vos prudence.

Lasciati, praticamente, soli Medici senza Frontiere, con il coordinamento della Guardia Costiera, hanno portato in salvo tutti i migranti a bordo dei barconi.

Nonostante l’accaduto, il Capo della Polizia, Gabrielli, ha sostenuto che la vicenda è stata “strumentalizzata” e che sarebbe stato inutile impegnare altre forze di polizia.

Le denunce di Medici senza Frontiere sono state definite, da Gabrielli, “polemiche da cortile di casa“.

Si chiede che fine avessero fatto 1500 persone se non ci fosse stata un’organizzazione come Medici senza Frontiere, la quale non ha esitato a rimanere in mare per tre giorni pur di terminare le operazioni di salvataggio.

 

Anna Rahinò

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