L’uomo di Neanderthal non camminava curvo

Fino a qualche anno fa gli studi dei paleontologi specializzati sull’evoluzione umana, a proposito del rapporto tra Homo sapiens (la nostra specie) e l’uomo di Neanderthal si concentravano soprattutto sulle differenze, negli ultimi anni però la tendenza è cambiata e fioriscono ricerche di cui abbiamo parlato in precedenza come quella sulla Solidarietà tra i Neanderthal. Ora giunge notizia dall’Università di Zurigo di uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences che smentisce uno dei tratti iconografici con cui è sempre stato dipinto il Neanderthal non camminava curvo.



La scoperta scaturisce dall’osservazione dello scheletro di La Chapelle-aux-Saints.  La Chapelle-aux-Saints è un piccolo comune nella Francia centrale, nel dipartimento di Corrèze, qui nel 1908 è stato trovato uno scheletro di Neanderthal quasi completo, un individuo morto in tarda età, circa 40 anni, infatti viene familiarmente indicato come “the old man”.
Una migliore ricostruzione della forma della spina dorsale, come si può vedere nell’immagine, mostra che non fosse dritta ma che aveva la stessa tipica curvatura nella zona lombare di quella della nostra specie. Ai non specialisti potrà sembrare un paradosso ma è proprio la forma ad S della spina dorsale umana che ci permette di camminare dritti, mentre una spina dorsale come quella a sinistra nell’immagine porterebbe a camminare curvati. L’esame dello scheletro ha anche mostrato segni di usura alla giunture dell’anca simili a quelle trovate negli umani che portano alla stessa conclusione, segni di usura che sono stato riscontrati anche sui resti di altri Neanderthal.   Anche la posizione della zona pelvica sarebbe la stessa. Martin Häusler specialista in medicina evoluzionistica dell’Università di Zurigo e primo autore dello studio spiega che a livello scheletrico non ci sono differenze che puntano a concludere che il Neanderhal avesse un’anatomia profondamente differente dalla nostra, questo non vuol dire che differenze tra noi e loro non ci siano, ma secondo lui indicano che bisognerebbe concentrarsi sui sottili cambiamenti biologici e comportamentali avvenuti negli umani nel tardo Pleistocene per capire dove i moderni umani si sono differenziati.

Fonte immagine: www.media.uzh.ch

Roberto Todini

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