Neet in Italia: è il dato più alto dell’Unione Europea

Neet: cresce il numero dei giovani senza occupazione e senza percorso di istruzione.

Si parla di neet (not in education, emplyment or training)  in riferimento a tutti i giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in alcun percorso di formazione.

Con la crisi sanitaria in atto è aumentato il numero dei neet in Italia. I dati si aggirano intono al 23.3%, contro i 22.1% del 2019, aggiudicandosi il primato in Europa. Per la prima volta dal 2015, si interrompe la discesa annua della percentuale in questione. I giovani disoccupati e senza percorso formativo sono il tutto 2.1 milioni, contro i 97mila del pre-covid.

Giovani disoccupati in Italia

Per quanto riguarda solo il problema della disoccupazione, la percentuale di giovani che non lavorano e che cercano un lavoro è del 30%. L’Italia in questo è seconda solo a Spagna e Grecia. Oltre al grave crisi economica e sanitaria, la “piaga” della disoccupazione tra i giovani è scaturita da scelte sbagliate dei governi negli anni scorsi.

Il caso dei cervelli in fuga

È proprio a causa della difficoltà nel trovare lavoro nel Bel Paese, che il fenomeno dei cervelli in fuga sta incrementando di anno in anno. La Corte dei Conti ha certificato un aumento del 41.8% in più rispetto al 2013. La causa di ciò va ricercata nelle difficoltà di entrata nel mercato del lavoro per i neolaureati, che vedono “limitate prospettive occupazionali” e una “remunerazione non adeguata“.




Dopo un’attenta analisi svolta dalla Corte dei Conti, si è preso coscienza del fatto che il fenomeno dei neet è più preoccupante del previsto. Con il passare degli anni la tendenza dei neolaureati di trasferirsi all’estero cresce in modo costante di anno in anno.

Per lo stesso motivo di scarse possibilità lavorative, tanti altri giovani preferiscono non portare a compimento il loro percorso di studi.

La proposta per i giovani

La politica muove alcuni passi per cercare di arginare l’evento di portata sempre maggiore. A Montecitorio, infatti, i deputati hanno dato il via libera alla proposta sul reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti di ricerca.

Anche nel Recovery Plan un ampio spazio è stato dedicato ai giovani e al loro spazio occupazionale nel Paese. Ci sarà ora da capire se si concretizzeranno gli aiuti ad una generazione con precarie aspettative o se il tutto rimarrà un’antica chimera ancora una volta.

Mariachiara Grosso

 

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