Alla morte di Neima, 18enne somala, la Calabria risponde con amore

Neima, a soli 18 anni, è morta per le ripetute violenze subite in Libia

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Arrivata a Crotone su una nave di Medici Senza Frontiere, Neima è stata subito ricoverata nell’ospedale cittadino date le sue gravissime condizioni di salute

Dopo aver dato alla luce la bambina che portava in grembo, Neima si è spenta





Lo scorso 28 giugno, Neima e altri 600 migranti sono sbarcati a Crotone. La situazione della ragazza è apparsa da subito critica. Alla 32esima settimana di gestazione, la giovane ragazza somala ha dato alla luce la sua bambina. La bambina è nata molto piccola e per questo è ancora ricoverata nel reparto di neonatologia.

La storia di Neima





Neima è partita dalla Somalia in cerca di un futuro migliore, di qualcosa che potesse farla alzare con il sorriso. Il suo nome in arabo vuol dire “Donna assai felice“. A soli 18 anni avrebbe voluto avere un minimo della felicità che le sarebbe spettata di diritto fin dal momento della sua nascita. Giunta in Libia ha atteso per giorni che qualcuno le facesse attraversare il mediterraneo. L’attesa ha distrutto il suo corpo e fatto a brandelli la sua giovane anima. Aspettando una nave, un barcone, una zattera, la ragazza è stata costretta a subire violenze di ogni genere. Proprio da queste violenze è nata la sua bambina, ancora senza nome. Quando la nave ha fatto la sua apparizione, era già troppo tardi. Arrivata nel porto di Crotone, subito ricoverata nell’ospedale cittadino, ha partorito per poi spegnersi per sempre qualche giorno dopo.

Neima
Neima, 18 anni, uccisa dalle violenze subite





Al funerale della ragazza, in provincia di Crotone, tanti visi osservavano la bara chiusa. Lì dentro tutti i sogni di una ragazza, diventata mamma ancor prima di essere diventata donna, che non potranno più diventare realtà. Volti di uomini e donne commossi. Solo donne e uomini. Non italiani, arabi o africani. Solo donne e uomini. Il rito è stato celebrato secondo la procedura cristiana e secondo quella musulmana. A cullare il sonno e i sogni di Neima, la voce di un coro. Lo Shining Voices Gospel Choir ha cantato per Neima e per le sue giovani speranze infrante, mentre tutt’intorno è solo preghiera. Ognuno ha affidato al proprio Dio Neima e la sua bambina. Nella speranza il futuro della piccola porti il nome della sua mamma.

Maria Giovanna Campagna

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