Néjla Bouden è la prima premier donna del mondo arabo: svolta o facciata?

Tunisia, 29 Settembre 2021. In una parola: storia. Il presidente della repubblica Kais Saied ha infatti incaricato Néjla Bouden di formare il governo del paese. Un passo importante per la Tunisia e per tutto il mondo arabo: sarà la prima volta nella quale una donna ricoprirà la carica di Premier. “E’ un omaggio alla Tunisia e alle sue donne” ha dichiarato Saied in merito alla decisione di affidarle la formazione del governo. Attenzione, però. Molti però pensano sia una mossa per nascondere la deriva autoritaria del paese.



Ad annunciare la nomina un comunicato della Presidenza. La decisione, adottata ai sensi dell’articolo 16 del decreto presidenziale 117 relativo alle misure eccezionali, ha i connotati dall’evento storico: per la prima volta a formare il governo di un paese arabo, la Tunisia, sarà una donna, Néjla Bouden Romdhane.

Néjla Bouden Romdhane

Classe 1958, originaria di Kairouan. Néjla Bouden insegna Geologia  presso la Scuola Nazionale degli Ingegneri di Tunisi ENIT. La neo premier vanta un curriculum di tutto rispetto anche a livello istituzionale. Ha infatti lavorato in qualità di Policy Officer presso il Gabinetto del Ministero dell’Istruzione Superiore e della Ricerca.

Le reazioni

Purtroppo, la notizia non ha accolto la gioia e il tripudio che un passo storico simile, una simile pietra miliare verso la civiltà e il progresso, verso i diritti umani meriterebbe. Niente a che fare con Nèijla Bouden, nomina di tutto rispetto, che si è già detta onorata e pronta a formare un governo coerente pronto ad affrontare le sfide del paese. Niente che toglie ad un evento che, comunque, resta di importanza fondamentale. C’è però una parte di amaro nel dolce di questa notizia,  incentivato anche dal modo molto rapido e stringato utilizzato per comunicare la decisione (un semplice e conciso post su Twitter). Il timore è infatti che dietro al vento di progresso che si nasconda dietro la notizia vi sia ben altro.  Quell’altro, che non si può non considerare, sono il resto delle decisioni di Kais Saied, accusato di aver depotenziato il parlamento e di stare portando con la sua politica accentratrice il paese verso la dittatura. Il timore della opposizione del leader tunisino, e anche della politica internazionale, che guarda con interesse alla vicenda per più di una ragione, è che la nomina della prima donna a capo del governo sia lo specchio per allodole che nasconde alle sue spalle lo svuotamento dei principi base democratici.

Sono poche purtroppo le notizie che ti fanno pensare che il mondo stia andando nella giusta direzione. “Néjla Bouden è la prima donna presidente del mondo arabo” doveva essere una di queste. Una notizia che dovrebbe essere festeggiata, e forse chissà, comunque dovrebbe nonostante tutto esserlo. Insieme alla festa, però, resta l’amaro.

Beatrice Canzedda

 

 

 

 

 

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