Nelson Street Cycleway, la pista ciclabile rosa di Auckland

Uno dei progetti ciclistici più ambiziosi realizzati, la pista ciclabile di Te Ara I Whiti - Light Path o Nelson Street Un gioiello nella città di Auckland in Nuova Zelanda.

Auckland's pink-paved cycleway (Fonte foto: stuff)
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Si chiama Nelson Street Cycleway, nota anche come “Pink bike path, è un capolavoro di architettura moderna, progettato dagli architetti del Monk Landlab e Mackenzie che percorre  la città di Auckland , in Nuova Zelanda .

Nelson Street Cycleway  ( Te Ara I Whiti : The Lightpath ) ormai solo una vecchia strada abbandonata a cui è stata data una seconda vita. Una spettacolare realizzazione creata nella visione della Nuova Zelanda da Transport Agency (NZTA). Una nuova filosofia “ciclabile” progettata con l’obiettivo di fornire alla città una scelta di trasporto più vivibile e sostenibile. Ma soprattutto, nasce dalla volontà di recuperare una vecchia rampa d’accesso all’autostrada di Auckland, ormai in disuso. La Nelson Street Cycleway allaccia Upper Queen Street bridge con Quay Street.

Un tragitto condiviso che permette di raggiungere la spiaggia diventando un tratto determinante della rete ciclabile di Auckland. Il progetto è stato finanziato dal Governo utilizzando il Programma per le piste ciclabili urbane realizzate con l’Agenzia del trasporto della Nuova Zelanda e la società di trasporti di Auckland. E’ stata aperta il 3 dicembre 2015.

Il colore scelto, dopo un’attenta selezione, incluse le varie sfumature, tra arancione, rosa, giallo e rosso, è RAL 4010 Tele Magenta. Rientra nella scala dei violetti. Una scelta voluta per distinguere la pista dal paesaggio urbano e dalle diverse tonalità rispetto a tradizionali percorsi ciclabili.

Nelson-Street-Cycleway-Auckland-Nuova-ZelandaIl progetto della Nelson Street Cycleway

Era un vecchio aeroporto di 600 metri dell’infrastruttura autostradale di Auckland, che è stato reinventato in una pista ciclabile per completare l’anello ciclistico della città di Auckland. A distinguerla  è il percorso  ricoperto da una sorprendente resina rosa antiscivolo in una tonalità nota come tele magenta. E’ stata creata per contribuire a rendere il ciclismo urbano una scelta di trasporto più sicura e più attraente. Inoltre sostenere l’aumento del numero di persone che scelgono di andare in bicicletta in città per lavoro, istruzione o attività ricreative.

La pista ciclabile dal 2015 (anno di apertura) ha raccolto una serie di premi di architettura e innovazione. Da Chicago a Singapore, inoltre è stata selezionata per partecipare al Word Architecture Festival 2016, che premia le architetture più belle del mondo, nella categoria “Trasporti”. Dove, appunto ne è uscita vincitrice, i giudici della categoria hanno lodato il progetto come “un brillante e divertente. Un progetto che mostra come l’intercessione umana in un ambiente dominato dall’automobile offre uno spazio pubblico catalizzatore per andare in bicicletta e camminare”.

Il progetto della Nelson Street Cycleway è stato avviato dopo lo studio che ne ha identificato il potenziale derivante da un vecchio aeroporto inutilizzato. Riproposto per la realizzazione  della rotta occidentale di una pista ciclabile. Per completare la rete ciclabile interna di Auckland. Architettonicamente il progetto ha operato simultaneamente su due scale: macro e micro – la città e l’individuo.

Nelson-Street-Cycleway-Auckland-Nuova-Zelanda

Gli autori

Dietro al design moderno e accattivante della pista ciclabile ci sono Dean Mackenzie e Hamish Monk di Monk Mackenzie Architects , in collaborazione con Henry Crothers di LandLAB .  Alla quale si è aggiunta la collaborazione dell’artista iwi Katz Maihi. Motivi e narrativa māori costituiscono una parte fondamentale del progetto. L’opera Maori comprende 15 incisioni in acciaio incise di figure umanistiche lungo la pista ciclabile, oltre a un palo in acciaio scolpito alto 6 metri che segna l’ingresso al offramp (Pou).





L’opera d’arte è semplice ma efficace e funziona bene con l’installazione della luce e la superficie del piano magenta. Il colore della superficie fa riferimento al durame dell’albero di totara, ed è un colore che proviene dalla terra. Questa caratteristica non è solo distintamente della Nuova Zelanda, ma riflette anche il desiderio della comunità di un design “moderno” che è emerso dalla consultazione pubblica.

Ad avere la brillante idea è stato l’ingegnere Max Robitsch, ispirazione gli è venuta scaturita dalla celebre High Line di New York. Ex linea sopraelevata della metropolitana oggi esclusivamente una via pedonale, parco sospeso, galleria d’arte a cielo aperto, un must per chiunque visiti o viva nella grande mela.

 

Felicia Bruscino

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