Netanyahu accusato di corruzione: il primo ministro d’Israele è nei guai

Lui si difende: “E' una caccia alle streghe”

Ad attirare l’attenzione dell’Avvocatura sono stati i suoi comportamenti sospetti in tre occasioni a cui sono seguite inchieste della polizia per fare chiarezza.

0

Israele, Netanyahu accusato di corruzione. A poco più di un mese dalle prossime elezioni israeliane, non c’è pace per il primo ministro che si trova tra due fuochi. Da un lato le accuse della procura, dall’altro le conclusioni dell’Onu, che lo mettono in cattiva luce anche di fronte alla comunità internazionale. 

Collusione con i media, favori a imprenditori

I fatti contestati dalla procura riguardano presunti scambi di favori. Il primo con imprenditori in cambio di regali. Gli altri due afferiscono invece a episodi separati di collusione con la stampa. Infatti, sia l’editore  del quotidiano Yediot Ahronot che la compagnia Bezeq, proprietaria del sito di informazione Walla, si sarebbero impegnati a garantire un trattamento di favore all’esecutivo nella copertura informativa, a patto che fossero state rispettate alcune condizioni. 

Botta e risposta tra esecutivo e opposizione

Frode, abuso di ufficio e corruzione sono i tre capi d’accusa che potrebbero stravolgere la carriera politica di Netanyahu. I laburisti hanno già invocato le dimissioni del primo ministro. Lui risponde alle accuse sostenendo di essere vittima di una persecuzione. A prendere le difese del suo leader è il partito di governo Likud

“La pubblicazione unilaterale dell’annuncio del Procuratore generale solo un mese prima delle elezioni, senza dare al Primo ministro l’opportunità di confutare queste false accuse, è un intervento palese e senza precedenti nelle elezioni”.

L’accusa di violazione dei diritti umani

Una commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha stabilito che, nel corso della gestione delle proteste a Gaza nel 2018, ci furono violazioni dei diritti umani.  L’Onu si riferisce alla sanguinosa repressione della Grande Marcia del Ritorno nei territori palestinesi occupati. Il bilancio finale delle vittime è stato drammatico: 189 palestinesi morti e più di 9000 feriti.

In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, la Commissione ha affermato che alcune delle violazioni del diritto internazionale commesse da Israele potrebbero essere considerate crimini contro l’umanità.

Grande Marcia del Ritorno
Grande Marcia del Ritorno. Photo by MOHAMMED ABED / AFP

Secondo quanto riportato, i militari israeliani si sarebbero accaniti contro manifestanti indifesi e disarmati, senza risparmiare giornalisti, soccorritori, bambini e disabili. Al contrario, dai risultati dell’inchiesta, sembrerebbe che queste categorie sensibili siano state prese di mira.

La risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri, Yisrael Katz, ha definito la commissione d’inchiesta “ostile, falsa e prevenuta”, rivendicando il diritto di Israele all’autodifesa. Anche Netanyahu ha detto la sua.  Ha infatti affermato che il Consiglio dei diritti umani dell’Onu:

“Fissa nuovi record di ipocrisia e di menzogna in un odio ossessivo verso Israele, l’unica democrazia del Medio Oriente”.

Betty Mammucari 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi