Netflix, 13 reasons why sotto accusa: “Aumentati i suicidi tra gli adolescenti”

Jessica Scatterson "Mia figlia si è tolta la vita dopo aver visto la serie"

0

13 reasons why è finito sotto accusa, uno studio proverebbe l’aumento dei suicidi tra gli adolescenti dopo il rilascio della serie Netflix.

Lo show, basato sul romanzo di Jay Asher (2007), racconta la vita di Hannah Baker e segue le vicende che l’hanno portata a togliersi la vita. Netflix prima del rilascio della serie contattò, tra gli altri, Dan Reidenberg, direttore esecutivo della Suicide Awareness Voices of Education. Questi consigliò di ritirare la serie, poichè già all’epoca, diversi studi dimostravanno una correlazione tra la messa in scena dei suicidi nei media con un aumento del tasso di suicidio.

La società ha tuttavia scelto di mettere online la serie, sperando che questa “potesse serviere come catalizzatore per la conversazione”. Stando al rapporto pubblicato il 29 aprile 2019 dal Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatryil mese dopo il rilascio della serie negli USA c’è stato il più alto tasso di suicidi degli ultimi cinque anni.

Correlazione non significa casualità

L’associazione tra il rilascio della serie e l’aumento del tasso di suicidi non deve leggersi come una casualità. Considerando la complessità del fenomeno del suicidio, per ovvie ragioni, non è possibile stabile con certezza uno schema causa-effetto.

Uno studio dell’Università della Pennsylvania, rilasciato una settimana prima, ha mostrato che il rischio di suicidio è diminuito nei ragazzi che hanno guardato 13 reasons why fino alla fine della seconda stagione.  Al contrario, gli studenti che hanno abbandonato la serie a metà sono a più alto rischio di suicidio.

Il comunicato stampa che ha preceduto lo studio ha poi sottolineato che i ricercatori non potevano escludere che altri eventi non misurati avrebbero potuto avere effetti sull’aumento o sulla diminuzione del tasso dei suicidi tra i più giovani.

Sempre secondo il campionario preso in esame dall’Università della Pennsylvania, gli adolescenti che hanno visionato la serie hanno maggiori probabilità di voler aiutare una persona con pensieri suicidi.

La decisione di Netflix

La decisione di Netflix di portare avanti 13 reasons why è stata molto contestata, nonostante le buone intenzioni. La serie, infatti, è tempestata di avvertimenti e indicazioni per gli spettatori più vulnerabili. Tuttavia a molti questo non basta e c’è chi chiede la cancellazione della serie.




13 reasons why, la serie Netflix, è tornata sotto accusa nelle ultime settimane.quando Jessica Scatterson ha recentemente accusato lo show di spingere i giovani all’autolesionismo. Jessica è la madre di Rachael Warburton, una ragazza di 13 anni che dopo aver visto la serie si è tolta la vita e ha lasciato un messaggio in cui elencava i sei motivi che l’avevano spinta a compiere quel gesto. Il fatto risale al 2017, ma la donna soltanto di recente ha scelto di rilasciare la sua testimonianza al Mirror.

Stando a quanto emerso dalle indagini, Rachael e le sue amiche erano solite autoinfliggersi dei tagli superficiali sulle gambe. Tre settimane dopo aver visto lo show Rachael si è suicidata, a ritrovare il suo corpo privo di vita è stato il papà. Nella stanza della giovane, oltre alla lama del temperamatite con il quale si è tolta la vita, sono stati ritrovati diversi scritti. Tra questi il nome di un presunto bullo e un disegno ritraente un atto suicida.

 

Emanuela Ceccarelli

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi