Netflix accusata di razzismo: i cattivi sono tutti neri

L’idea di serata ormai lo conosciamo tutti. Il piano d’attacco è sempre lo stesso, da manuale: un computer acceso, una soffice coperta di piled  abbarbicata alle gambe (vista la fredda stagione) e proiettata sullo schermo una serie tv. È riconosciuto da tutti come lo streaming e il format seriale siano diventati la nuova dimensione multimediale di questo millennio: piattaforme come Amazon, Netflix e Disney+ sono sempre più immerse nel nostro tran tran quotidiano. Capita però che, accentuandosi il rapporto con le serie tv, emergano problematiche, imperfezioni, in alcuni casi addirittura delle critiche: così è successo con Netflix.

Accuse contro Netflix

Le accuse mosse contro il gigante californiano partono da alcune considerazioni. Ad esempio, si prendano le serie poliziesche. Netflix affida quasi sempre i ruoli dei criminali a persone di colore.
A  questo proposito l’associazione no-profit “Color of Change” ha condotto un’ampia indagine, confrontando le varie case di produzione, come Netflix, ABC, CBS, NBC, Amazon Prime Video e Fox.
La ricerca ha tenuto conto dei diversi tipi di violenza esercitata dai criminali (ben 23 tipi) : violenza di tipo fisico, oppure psicologico, passando per le intimidazioni, le menzogne e le manomissioni. Un’altra accusa mossa è la mancanza di sceneggiatori di colore durante la produzione di queste serie tv.

I risultati

Su 353 episodi scelti casualmente, Netflix ha sempre primeggiato sugli altri concorrenti. Un esempio a dimostrazione di ciò è la serie Narcos, che contiene oltre l’11 % di persone di colore ad episodio. Probabilmente questo dato per chi guarda Netflix in Italia potrebbe risultare sensibilmente attenuato: guardando Netflix americano è possibile accedere ad un catalogo molto più vasto, con serie tv che spesso non giungono nel nostro paese.

Considerazioni finali

Color of Change con questa indagine da una parte vuole sensibilizzare sulla mancanza di sceneggiatori di colore, dall’altra evitare che la realtà rappresentata dalle serie tv possa essere motivo di episodi a sfondo razziale. Sicuramente è un discorso che merita di essere ulteriormente approfondito, anche ampliando lo sguardo, non solo sugli sceneggiatori, ma anche sui registi. Per quanto riguarda gli attori, approfondire l’indagine oltre il genere poliziesco potrà aiutare a comprendere in modo risolutivo l’eventuale approccio razzista di Netlflix.
 
Jacopo Senni

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