The Next Rembrandt. Tecnologia arte propaganda ING

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The Next Rembrandt. La tecnologia non ha pensiero creativo. L’opera frutto della collaborazione uomo macchina è arte di propaganda per banca ING. the next rembrandt

The Next Rembrandt, opera frutto della collaborazione uomo-macchina è arte di propaganda. Quel che si proietta qui non è l’arte né l’innovazione ma il potere. Potenza del gruppo ING , multinazionale bancaria olandese, committente dell’opera.

La ricetta è antica: sguardo al passato, legittimazione, potenza in salsa Vasari del sentimento di tremore e timore (di dio) attributo che lo storico del cinquecento dà alle somme opere d’arte. Nel caso The Next Rembrandt quest’ attributo non sia dato all’opera ma alla committenza.

Sì, perché The Next Rembrandt non suscita timore e tremore di per sé ma in quanto simboloaraldico”.

Dietro la composizione di The Next Rembrandt sta la collaborazione virtuosa dei più celebri colossi dell’economia e della ricerca mondiale fra cui spiccano Microsoft e Smithsonian Institution.

Facciamo un breve riassunto dei fatti. 

ING è frutto di una attività bancaria olandese che dal 1881 porta nel 1991 alla nascita del Gruppo . Nell’Aprile 2016  ING ha venduto le ultime azioni del Gruppo NN ed è attivo esclusivamente con attività bancarie

Il 05 Aprile dello stesso anno l’opera The Next Rembrandt viene presentata ed esposta ad Amsterdam . È un’opera creata digitalmente che rielabora lo stile di Rembrandt e produce una pittura 3D originale ed esclusiva.

Da prima penso al potere di resuscitare i morti, potere di Dio ma il dibattito viene veicolato subito sulla eventuale capacità intellettiva della tecnologiaA nextrembrandt.com, è un film di lancio online che invita gli spettatori ad approfondire il processo di creazione stimolando conversazioni sui confini fra tecnologia ed umanità.  Pertanto, non è un caso che ci si soffermi sulla tecnologia e meno su altro.

Dormi  notti tranquille: la tecnologia è priva di capacità e propensione a formulare nuove ipotesi quindi non sostituibile all’intelligenza umana –lo sanno anche i bambini-.

Quel che interessa quindi non è tanto questa nuova tecnologia, attualmente impiegata anche nel restauro conservativo ma il messaggio insito nella creazione di The Next Rembrandt: il potere.

Proviamo a vedere meglio come avvenga che l’arte sia il veicolo ottimale per messaggi potentissimi.

Produzione, celebrazione e legittimazione.

La pratica del richiamare il passato di una precisa epoca o appropriarsi di una simbologia è un procedimento storico che vanta innumerevoli esempi.

Prendiamo la svastica (simbolo di vita , fortuna, sole), riusata in senso sinistro da Hitler, contribuì a legittimare esotericamente il suo potere . Oppure pensiamo a cosa fu l’impero romano per Benito Mussolini.

Insomma, l’antichità una volta usata dà alle cose spiritualità ed accresce il rango.

Per capire meglio, sarà il caso di partire dalla funzione storica della pratica del riuso e di quale significato abbia ricoperto nella storia.

Il riuso di spoglie antiche si riscontra già nell’età tardoantica, a partire dal regno di Costantino (306-337) e , per farla breve, dal VII sec venendo meno ogni regola, interi carichi di pezzi antichi venivano trasportati da ogni dove. 

Possedere antichità era un forte desiderio ed il trasporto sicuramente molto più costoso che la fabbricazione in loco. Bellezza della forma e materiali di pregio vengono esibiti a percezione di una sensibilità che rende il riuso parte di una dimensione spirituale.

Il riuso dell’antichità accresce il rango: Carlo Magno con le spoglie di Roma e di Ravenna legittimò il suo impero; acquisire spoglie di porfido per i pontefici equivaleva ad usurpare i diritti imperiali.

San Marco a Venezia racconta più dell’esibizione di un bottino di spoglie sottratte alla conquista di Costantinopoli nel 1204 che di un “protorinascimento” veneziano.

Pontefici, imperatori, dittatori, non dimentichiamo di buttare un occhio oggi al corteo funebre del boss Vittorio Casamonica nell’Agosto 2015 a Roma o a quello di Cristoforo Spinelli, dell’ottobre scorso a Pescara: l’idea non è nuova..

Tornando al nostro The Next Rembrandt , la ricetta è comune: propaganda.

Rembrandt è stato uno fra i maggiori esponenti della pittura europea, la sua attività corrisponde a quella che per gli storici rappresenta in Olanda l’età dell’oro

Per gran parte del XVII secolo infatti gli olandesi, dominarono il commercio mondiale. Nel 1602  lCompagnia Olandese delle Indie Orientali  fu la prima multinazionale mai creata. Diventò la più grande impresa commerciale del XVII secolo. A questa oggi ING si paragona.

Quindi IGN, proprio in occasione della nuova leadership nel 2016, presenta l’opera The Next Rembrandt , frutto di interazione uomo-macchina. Questo rappresenta evidentemente un messaggio, è propaganda del Gruppo, un simbolo araldico.

Si riutilizza cioè la vecchia ricetta del riuso storico, mistico e simbolico come emblema del sé.

 Giorgia Gottero

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