Neymar nella serie ‘La Casa di Carta’: “Finalmente ho realizzato il mio sogno”

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Neymar nella serie ‘La Casa di Carta’: un’estate sotto i riflettori

Non si può certo dire che sia stata un’estate tranquilla per Neymar. Il fuoriclasse brasiliano è stato prima accusato di stupro -un caso che però si è sgonfiato presto – poi ha cominciato ad impuntarsi per lasciare a tutti i costi Parigi alla volta di Barcellona, adesso invece lo ritroviamo come attore nella celebre serie targata NetflixLa Casa di Carta“. L’attaccante è infatti apparso negli episodi 6 e 8 della terza stagione, nei quali interpreta un monaco brasiliano di nome Joao.Non mi piacciono né il calcio né le feste – afferma nel cameo parlando con Berlino (Pedro Alonso, ndr) del Brasile – ma ai Mondiali prego sempre per la nostra Nazionale”.

A dare la notizia è stato lui stesso dal proprio profilo di Twitter: l’attaccante del Psg appare con l’ormai celebre tuta utilizzata dai personaggi della serie spagnola nel corso delle rapine, con tanto di maschera di Dalì. “Ho potuto realizzare il mio sogno e far parte della mia serie preferita – poi ringrazia entusiasta – Ora posso condividere Joao con tutti voi! Grazie La Casa di Carta!”.  Gli episodi, nella nuova versione, sono da ieri disponibili su Netflix.



Simpatica la risposta sui social del compagno di squadra Marco Verratti (“Io voglio interpretare Arturito”), mentre lo juventino Douglas Costa ha voluto congratularsi col suo connazionale: “Sei un top”. 

E c’è il nuovo assalto del Barça

Intanto Neymar non smette di sperare di poter indossare di nuovo la casacca blaugrana. Ieri alcuni dirigenti del club catalano sono volati a Parigi per sferrare l’ultimo attacco e, secondo fonti francesi, la cifra offerta si aggirerebbe attorno ai 170 milioni di euro da pagare in due tranche. Leonardo, ds del club parigino, ha ascoltato le offerte senza accettare né rifiutare, concludendo l’incontro sostanzialmente con un nulla di fatto. Dopodiché, nella notte, è stata diffusa la notizia del rilancio francese: 100 milioni di euro più i cartellini di Dembelé e Semedo. In Spagna c’è ottimismo. Fino al 2 settembre si può chiudere.

Pietro Colacicco

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