Niente diminuzione dell’iva sugli assorbenti, tra versetti dell’Apocalisse e vergini incaprettate

L’aula della Camera boccia l’emendamento bipartisan che voleva ridurre l’iva sugli assorbenti. la Maggioranza dice no al taglio: “Costa 300 milioni”.

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Di Selvaggia Lucarelli


Faccio un bel respiro e dico un paio di cose. (è una pubblicazione per stomaci forti, vi avviso).

La Camera ha respinto la mozione che proponeva di abbassare l’iva sugli assorbenti.

Il deputato pentastellato Francesco D’Uva, uno che non sarebbe giustificato neppure se il giorno in cui l’ha detto avesse avuto le sue cose, ha dichiarato:

“Noi siamo per l’ambiente, non sosteniamo gli assorbenti usa e getta. C’è la coppetta, c’è il pannolino lavabile, come quello per i bambini, ci sono delle possibilità”.

Vorrei dunque dire due paroline a Francesco D’Uva, visto che col mosto color uva siamo noi, e non lui, ad avere a che fare tutti i mesi.

Caro D’Uva,
a nome di tutte le donne la ringrazio per questa idea così moderna, evoluta, contemporanea. In effetti, a nome della sacra arte del riciclo, sto correndo a comprare una bella coppetta mestruale. Non solo oggi la userò, ma quando sarà piena fino all’orlo, stanotte, metterò una croce rovesciata sul terrazzo e mentre un amico leggerà i versetti dell’Apocalisse, costringerò una vergine incaprettata a bere il mio sangue.
E dovete fare tutte così, amiche mie.
Il riciclo è una cosa seria, mica si passa alla coppetta e poi si butta il sangue a litri nel water. Se facessimo tutte così entro domani il Tevere diventerebbe lo scolo della macelleria Da Bruno. Evolviamoci, su.

Anche quella del pannolino di stoffa è un’idea geniale. Mi perdonerà dottor D’Uva se oggi, presa alla sprovvista, ho utilizzato gli stracci da cucina, ma domani gli do una sciacquata e torno ad avvolgerci la focaccia.
Mi stuzzica molto poi, l’idea di uscire di casa con due pezze bagnate nelle mutande e di strizzarle nel lavandino appena trovo un bagno pubblico. Vuole mettere un fresco, asciutto, confortevole assorbente con le ali, con un bel panno fradicio, imbevuto di sangue tra le cosce?
Anche le pubblicità, pensi, si adegueranno! Passeremo da quei bellissimi spot con donne che volano e fanno piroette a pubblicità di donne che passeggiano curve, lasciandosi dietro strisce di sangue sull’asfalto. Passeremo dalle pubblicità dei Tampax ai trailer di Walking Dead! Dario Argento nuovo regista per Nuvenia Pocket. Che meraviglia.

Ora però, amico D’Uva, sono certa che anche lei, in nome della sublime arte del riciclo, vorrà invitare gli uomini a fare lo stesso. 
Per esempio, niente più lamette. Tornate a farvi la barba con le pietre acuminate raccolte nei letti dei fiumi o con
i machete dei coltivatori di banane. Date il buon esempio!
L’elastico dei boxer sostituitelo con lo spago di canapa, sempre che Salvini non lo consideri una droga psichedelica.
E infine, la prossima volta che avrete voglia di trombarci in sicurezza, tirate fuori un preservativo in budello di capra, mica quelle robe sintetiche o con lattice estratto sfruttando manodopera o impregnate di lubrificanti e spermicidi testati su delle povere bestie.
Sono certa, amico D’Uva, che sarà d’accordo.
E le va bene che quest’uscita l’abbia avuta in un giorno in cui non avevo le mie cose. Se mi avesse beccata nel giorno sbagliato, sarei venuta a cercarla con una katana.
Ma non tema, l’avrei riciclata nello spezzatino della domenica.

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