Nina Simone aka Eunice Kathleen Waymon: to be young, gifted and black

La sacerdotessa del soul, Eunice Kathleen Waymon aka Nina Simone, è un’artista dalla voce inconfondibile, impossibile da rinchiudere in un’unica definizione. Nina ha spaziato dal jazz al blues, dal pop al soul, e ancora a qualunque altro genere fosse vicino alla sua sensibilità, reinventandolo e riscrivendolo.
La sua firma è uno strappo nero sulla pagina bianca di una storia che si ripete, ancora e ancora.

La piccola Eunice Kathleen Waymon

Nata nel North Carolina nel 1933, cresce sotto il peso della segregazione senza però mai chinare il capo. Emblematico l’episodio in chiesa quando la piccola pianista talentuosa sta per esibirsi e vede i genitori cedere il posto in prima fila a degli spettatori bianchi. Nina si alza, si rifiuta di suonare se i genitori non tornano al loro posto.
Il suo talento è innegabile. La comunità crea un fondo per permetterle di studiare e lei si dedica giorno e notte al piano; quando è con gli altri bambini questi le chiedono solo di suonare. Nina sogna di diventare la prima pianista nera e questo sogno non lascia molto spazio ai giochi. Gli studi di musica classica la portano a New York dove, dopo esserle stata rifiutata la borsa di studio al Curtis Institute, inizia a lavorare in un jazz club. Si presenta con lo pseudonimo di Nina -nomignolo affibbiatole dal fidanzato- Simone -omaggio all’attrice Simone Signoret-.

Nina Simone

Pochi giorni dopo aver cominciato, il proprietario le dice “o canti o te ne vai” e lei canta, e si fa notare. L’incontro con quello che sarà suo marito/manager cambia definitivamente la sua carriera allontanandola dal suo sogno ma non del tutto. Dal 1963 inizia a lavorare stabilmente per la Philips con la quale inciderà diversi dischi. Il suo primo disco Little Girl Blue, contiene il suo più grande successo My baby just cares for me, Nina ne cede i diritti per 3000 $ e non ci guadagnerà mai un soldo. In ogni interpretazione riesce a far trasparire  l’inquietudine che riempie la sua anima con paurosa sincerità.
Il rigore e la dedizione appresi dalla musica classica si rispecchiano nella sua personalità. Durante un concerto interrompe l’esecuzione di un brano per intimare ad uno spettatore di sedersi. Dal suo pubblico Nina esigeva lo stesso rispetto che lei nutriva nei confronti della musica.

To be young, black and gifted

Mentre la sua carriera decolla, la sua vita è segnata dal rapporto violento e di dipendenza con il marito che la spinge sempre più in una nuova gabbia: quella del proprio successo.
Nina però è inquieta, si arrabbia, urla, lavora sodo ma non raggiunge quello che vuole, il suo spirito combattivo si piega all’immagine curata e cucita su misura dal marito per lei.
Attorno a lei il mondo è in fermento e Nina livida di rabbia e angosciata scrive di getto le parole che milioni di afroamericani non avevano il coraggio di pronunciare. La sua reazione rabbiosa all’omicidio dell’attivista nero Medgar Evers e all’attentato ad una chiesa in Alabama, che aveva ucciso quattro ragazzine nere, è Goddam’ Mississipi.




E’ solo l’inizio, Nina trova il suo scopo, per lei è assurdo che un’artista non sia il riflesso dei propri tempi. Nina Simone diventa così un punto di riferimento politico e dà una svolta decisa alla sua carriera. Partecipa alla marcia a Selma accanto a Martin Luther King Jr. , denunciando con parole crude le morti e le stragi più recenti subite dalla comunità afroamericana.

L’attivismo

Nina lascia perdere la musica commerciale e contraria alla non-violenza, si dedica alla lotta vera e propria.
Desidera che il pubblico dopo un suo concerto torni a casa distrutto e ci riesce. Durante questo periodo affiancherà molti attivisti, diventa molto amica di Malcom X e della sua famiglia. Si avvicina alle posizioni estreme del Black Power di Stokely Carmichael e i suoi concerti sfociano spesso in comizi.
Piano piano l’industria comincia ad escluderla, ma Nina non si ferma, tormentata dall’ambizione, dall’ingiustizia e dalla violenza è nel suo momento più fertile.
Scrive canzoni come To Be Young, Gifted and Black e Four Women,  una riflessione lucida e risentita sugli stereotipi sociali assegnati alle donne. Trasforma la sua carriera e la sua musica, in un mezzo di protesta a favore dell’integrazione. La sua carriera è però in declino e il rapporto con il marito comincia a deteriorarsi sempre più.

Dov’è Nina Simone?

Nina stanca e afflitta dai risultati delle proteste, si ritira in Liberia e smette di suonare; alla scoperta delle proprie origini sembra trovare la propria pace.

Dopo poco le sue finanze ne risentono. In difficoltà decide di spostarsi a Parigi dove si riduce a suonare in un piccolo caffè per 300$ a sera. Vive in un piccolo appartamento, vessata dalle crisi maniaco depressive che l’hanno sempre accompagnata. Ritrovata da suoi amici viene portata da uno specialista che le diagnostica assieme alle crisi un disturbo bipolare. Accetta di prendere un farmaco per tornare in scena che lentamente ridurrà le sua abilità motorie.

Sull’onda dello spot di Chanel n°5  ritorna sotto le luci della ribalta per poi spegnersi nel 2003, due giorni dopo aver ricevuto il titolo di dottore honoris causa in musica e discipline umanistiche al Curtis Institute, la stessa scuola che le aveva rifiutato la borsa di studio.
Secondo la sua volontà, le sue ceneri sono state sparse in tutta l’Africa, per ricongiungersi ai suoi antenati.

Viene da chiedersi chissà oggi che effetto avrebbe avuto la sua voce sincera.

Valeria Zoppo

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