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Nintendo, la storia di una grande compagnia secolare

Un excursus della grande N a partire dai primi tempi ad oggi

Il logo della Nintendo (Wikimedia Commons)
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Nintendo e la sua storia
Il logo della Nintendo (Wikimedia Commons)

Ci credereste se sapeste che la Nintendo, che pochi giorni fa ha rilasciato Switch e Zelda (di cui potete trovare gli articoli qui e qui), ha una storia vecchia più di cent’anni?

Nata nel 1889 come ditta produttrice di carte da gioco (chiamate Hanafuda) e con un nome dal profondo significato di “Lasciare la sorte al cielo”, Nintendo ha cominciato a muovere i primi passi in un mondo commerciale, sempre più accanito e volto ad un futuro lontano, raggiungibile sempre meglio grazie a nuove modalità di intrattenimento. Non si hanno molte informazioni al riguardo di Nintendo nei primi tempi, ma le più grandi novità avvengono negli ultimi decenni del 1900, precisamente nel 1975, quando la società si trasforma in tutt’altro (intraprende la strada della società di taxi e per love hotels, hotel ad ore giapponesi), portando insieme a tutto ciò un azzardo a una serie di nuovi sistemi di computer, che si stanno lentamente sviluppando in più o meno tutto il mondo. A cominciare proprio dalle vecchie console di Pong, definite affettuosamente dal famoso Angry Video Game Nerd come “l’età della pietra dei videogiochi”, Nintendo comincia a distribuire il primo Magnavox Odyssey nel ’74, e nello stesso anno comincia una lenta e graduale produzione videoludica, con agli esordi quel famosoDonkey Kong che tutti conosciamo, gioco-cabinato che avrebbe dovuto contenere il ben più famoso “Braccio di Ferro”, ma che per questioni legali non è riuscito ad apparire in nessuna parte del gioco. Il gioco ebbe dunque come protagonisti una donna (chiamata poi Pauline), un gorilla (chiamato per l’occasione “Donkey Kong”, nato dal gioco di parole tra Donkey, Asino, e Kong, da King Kong, il Re delle scimmie, dando vita al nome “Scimmia testarda come un asino”) e uno strano omino dalla salopette rossa chiamato ai tempi Jumpman (a cui avrebbero invertito in seguito il colore dei vestiti, e si sarebbe fatto conoscere come Mario).

Fu l’inizio di tutto: Nintendo mosse i primi passi in un mercato videoludico acerbo, ma pieno di aspettative e di clienti, oltre che altrettanti aspiranti programmatori, che si misero al lavoro su nuove idee e concetti altrettanto nuovi per accaparrarsi i nichelini di piccoli e grandi nelle famose sale giochi. Dopo un convincente “Donkey Kong”, dopo l’idea visionaria deiGame and Watch (semplici giochi portatili basati su uno schermo LCD) di Gunpei Yokoi, e a seguito della crisi dei videogiochi del 1983 (che vide tantissime marche famose, tra cui la allora mastodontica Atari crollare come castelli di carte a causa di un mercato troppo saturo di contenuti) Nintendo emerse timidamente dalle ceneri della competizione nel 1986 con una console indirizzata ai bambini, e commercializzata come un giocattolo: il Famicom (da Family Computer), conosciuto in America ed Europa come Nintendo Entertainment System (o NES).




Il Super Nintendo (SNES) – Fonte: Wikimedia Commons

Gli anni passarono veloci, e dopo il NES fece capolino il Super Nintendo (o SNES, in onore del nome della precedente console), e il periodo di competizione con la allora nuova nel mercato SEGA cominciò, dando vita ad innumerevoli slogan concorrenziali come il famoso “Genesis does what Nintendon’t” (gioco di parole su “il Genesis fa ciò che il Nintendo non fa”, con la composizione di Nintendo + don’t). Sono degni di nota il Gameboy, seconda console portatile della casa produttrice, pensata dallo stesso Gunpei Yokoi, e il ben più oscuro Virtual Boy, una visionaria macchina “portatile” della realtà virtuale, definita fin da subito come flop commerciale a causa di un budget ristretto nella produzione e un mercato ancora troppo acerbo.

Arrivati ai giorni della Playstation (di cui si parla qui, e qui del Philips CD-i), il gaming moderno cominciò a svilupparsi, e Nintendo iniziò ad arrancare, a causa di una serie di scelte commerciali che la portarono a distanziarsi dalla posizione di capoguida del mercato, per com’era conosciuta fino ad allora. Dopo il Nintendo 64 ed il Gamecube, che sfortunatamente si ritrovarono indietro rispetto alle innovative e più fiammanti Playstation One e Playstation 2, Nintendo si mantenne costante da allora su un solo concetto, quello dell’innovazione: migliorare l’esperienza di gioco per tutti e per il singolo, usando consoles accessibili e facili d’utilizzo. Cominciò così il mercato del Nintendo DS, che dal 2004 si è registrata come una delle console con più vendite di tutti i tempi, e del Nintendo Wii, che riuscì dopo i primi tempi a recuperare terreno e a racchiudere una enorme fetta del mercato dei videogiocatori.

Ai giorni d’oggi, a seguito di un tiepido Nintendo Wii U e di un 3DS piuttosto convincente, Nintendo si ripresenta con lo Switch, mostrando che anche lei può cambiare e può dire ancora qualcosa ai concorrenti, senza invadere il loro mercato, ma giocando d’astuzia su ciò che è riuscito a renderla ciò che è oggi, una compagnia secolare dalle grandi potenzialità.

Graziano Ferilli

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