No Grandi Navi: maxi multe agli attivisti, parte la raccolta fondi

È il 24 settembre 2017: il comitato No Grandi Navi, appoggiato e accompagnato da una folla di centinaia di persone, tra cui famiglie, anziani, studenti e attivisti giunti da tutta Italia, ha organizzato una manifestazione cittadina tra le più belle e partecipate che Venezia abbia mai visto. Per l’occasione viene montato un palco galleggiante sul quale si esibiscono gruppi musicali e artisti, lungo la fondamenta il corteo si allarga sempre più e decine di barchini salpano dalla riva delle Zattere per manifestare pacificamente sull’acqua nel Canale della Giudecca.

Davanti a tale dimostrazione pubblica protesta da parte dei cittadini, le grandi navi da crociera scelgono di rimanere nel porto e ritardare la partenza. La festa si protrae fino a sera con musiche, letture e discussioni sui temi cari al Comitato, dal passaggio delle Grandi Navi alla monocultura turistica della città e, più in generale, alla questione dei cambiamenti climatici e della crisi ambientale.



Una multa da 20.000 euro agli attivisti No Grandi Navi

Dopo quattro anni, il 4 marzo 2021 sette attivisti del comitato No Grandi Navi sono stati raggiunti da altrettante ingiunzioni di pagamento a trenta giorni: 2000 euro di multa a testa, ai quali si sommano le spese legali di 6000, per un totale di 20.000 euro di sanzioni. I ragazzi colpiti sono tutti giovani attivisti che nel 2017 avevano noleggiato alcune imbarcazioni per dare la possibilità a chi voleva manifestare sull’acqua di salire a bordo.

Le loro colpe sarebbero quelle di aver ostruito il passaggio delle Grandi Navi ignorando un’ordinanza della Capitaneria di Porto e di aver recato danni ad un’imbarcazione della Polizia di Stato ignorando l’alt delle forze dell’ordine.  Per quanto riguarda la prima contestazione è opportuno sottolineare che l’intera manifestazione ha avuto l’effetto di bloccare il transito delle navi, non certo sette imbarcazioni singole; per quanto concerne la seconda, invece, non è stato ancora fatto alcun riferimento preciso né ad un’imbarcazione specifica né al tipo di danno presumibilmente inferto ad essa.

Il Comitato No Grandi Navi ha prontamente contestato la legittimità della maxi multa,  facendo ricorso al giudice di pace.  Diversi attivisti del comitato hanno commentato la vicenda sottolineandone il carattere punitivo e la volontà di colpire i più giovani che già si trovano in una situazione economica precaria, ulteriormente aggravata dalla pandemia.

L’impegno e l’entusiasmo degli attivisti No Grandi Navi, in ogni caso, si sono dimostrati inattaccabili anche davanti alle ingiunzioni e già si stanno progettando nuove iniziative e incontri. 

La raccolta fondi e l’appello per salvare Venezia

Le circostanze attuali e le restrizioni imposte per limitare il contagio da covid-19 hanno impedito l’organizzazione di eventi di autofinanziamento ma il comitato No Grandi Navi ha iniziato una raccolta fondi per sostenere le spese dei sette attivisti notificati. L’invito a partecipare è stato lanciato in primis alla cittadinanza ma anche a tutti coloro che sostengono la causa del comitato contro le grandi navi e ne condividono le battaglie. Tra questi, l’appello è rivolto anche ad alcune celebrità che negli anni si sono schierate a favore del comitato, tra cui Emma Thompson, dall’anno scorso cittadina veneziana, Eugenio Finardi, che cantò dal palco ad una manifestazione No Grandi Navi nel 2016, e il regista e attore Gabriele Muccino.

La raccolta fondi è attiva sulla piattaforma Produzioni dal basso.

Il comitato No Grandi Navi è da anni in prima linea per la difesa e la tutela di Venezia e della sua laguna, del suo patrimonio culturale e ambientale e dei diritti dei suoi cittadini e di chi la abita e la ama. La maxi multa imposta ai suoi attivisti non simboleggia altro che la necessità di continuare a lottare affinché i messaggi di protesta e le proposte innovatrici del comitato si diffondano ulteriormente. 

Marta Renno

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