Il prossimo Referendum indica chiaramente che il nostro non è un paese per civili

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Marilù S. Manzini

Di Marilù S. Manzini

 

Un paese è civile quando lo sono le sue campagne elettorali. Si potrebbe anche dire che un paese è civile quando i suoi sondaggisti ci azzeccano. Dalla Brexit in avanti, passando per la Clinton, nessun sondaggio che è stato fatto ha fatto centro. Si sono sbagliati tutti. Clamoroso è stato lo sbaglio nelle elezioni americane che davano per favorita la Clinton e poi hanno visto la vittoria di Trump. E così credo sarà per  il Referendum italiano del 4 Dicembre. I famosi e lungimiranti “sondaggisti” ci dicono che vincerà il NO ma è tutto da vedere. Il vero errore secondo me lo ha fatto Renzi personalizzando la scelta del Referendum: votate “SI “ resto, votate “No” me ne vado.  Tanto si sa che è tutta una gag. Renzi assomiglia tantissimo ma proprio tantissimo al Checco Zalone di “Quo Vado?” in questa situazione politica. Renzi, anche lui, è nato per il posto fisso. E ci vuole restare attaccato con le unghie e con i denti. Penso che tutti farebbero bene a votare  solo esclusivamente per il bene dell’Italia perché il Renzi-Zalone non se ne andrà anche se  vincerà il NO. Con buona pace di coloro che vanno a votare “No” solo per mandarlo a casa. Credo che il Toto- Renzi sarà il più votato dai sondaggi clandestini e il più scommesso nelle scommesse mondiali. Tutto quello che fanno i sondaggi negli ultimi tempi non è altro che gridare a gran voce una specie di assurda verità “La posta in gioco è altissima ma il banco vince sempre e le partite sono truccate”. Ma questa volta il vero sondaggio si dovrebbe fare sull’inciviltà che sta dividendo l’Italia per il referendum. Da una parte coloro che sono ancora civili, dall’altra tutti gli sbracati incivili. Vincerebbero gli incivili a mani basse. Amici, fidanzati, sposati, colleghi di lavoro e pure intere famiglie, tutti contro tutti. Ero a pranzo con due mie amici fidanzati, lei ha sussurrato con un  filo di voce che avrebbe tanto voluto votare “NO” lui ha sbottato “Se voti –no- non entri più in casa”. Lei di quasi 40 anni suonati ha preferito  far rientro in casa e così ha desistito e ha deciso che non andrà nemmeno a votare.  Non so cosa sia successo in Italia con questo referendum ma i social network sono pieni di insulti più o meno velati sia da una parte che dall’altra, soprattutto Facebook. E tutti ti impongono nel loro piccolo privato la loro piccola grande scelta, non ti consigliano, proprio te la impongono facendo a volte ricatti morali. Come se si fosse tutti nemici. Forse i criceti che tutti abbiamo nella testa invece di girare sulle ruote hanno indossato l’elmetto e imbracciato un fucile a canne mozze. Io penso sia tutto sbagliato. E’ sbagliato il clima che si respira, è sbagliata la netta divisione, è sbagliata la personalizzazione del Referendum,  è sbagliato mettere tutti contro tutti,  è sbagliato che personaggi più o meno famosi si schierino così apertamente come già abbiamo visto fare in America per la Clinton, e si è visto che è controproducente. In televisione, sui giornali ,e sui social è tutto un gran casino ,una grande rabbia, un grande strepitare che mi angoscia un po’, ritrovo tranquillità  in quei pochi amici di rara sensibilità che stanchi da tempo ormai della politica italiana non ne parlano e non intavolano discussioni. E’ il sintomo di una Nazione stanca. Stanca anche di questo clima che si respira in questi giorni. Ma in tutti i casi, qualsiasi cosa si voti bisogna assolutamente andare alle urne il 4 Dicembre. Perché non hanno bisogno del quorum per far passare o meno una cosa importantissima come il cambiamento della Costituzione Italiana. Ed è un diritto – dovere di tutti gli italiani andare a votare. E trovo meritevoli della mia stima coloro che non si schierano apertamente ma che andranno a votare in silenzio,  segno che c’è una parte del Paese ancora civile che non vuole incespicare nell’ odio e nel rancore.

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