Non il popolo, ma ultras e clan mafiosi dietro le proteste a Napoli

Clan malavitosi, esponenti di destra ed ultras dietro alla proteste a Napoli. Gli onesti cittadini sono cosa ben diversa.


La comunicazione da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, su un nuovo lockdown ha scosso gli animi di tutta la regione: se tanti si sono limitati alle solite minacce da leoni da tastiera durante le dirette del governatore, qualcuno lo ha fatto davvero, arrivando a generare un risultato che rappresenta una vergogna per Napoli e l’intero Paese.

Ma, a distanza di ore da una contestazione che ha messo a ferro e fuoco la città partenopea, affiora una preoccupante ipotesi ricostruita da FanPage e dal suo direttore Francesco Piccinini. La violenza di questa notte al Borgo Santa Lucia, sarebbe infatti nata da un preciso disegno ideato da da alcuni clan malavitosi del luogo, esponenti di destra e dai più estremi ultras del Napoli.

Non si fa molta fatica a crederlo, ma stando al materiale raccolto dal noto giornale con sede proprio a Napoli, la guerriglia andata in scena ieri non coinvolge ristoratori e lavoratori onesti che, pur spaccandosi la schiena, faticano ad arrivare alla fine del mese a causa dell’enorme crisi economica ulteriormente aggravata dalla scoppio della pandemia mondiale.

È emerso che da giorni c’era in atto una vera e propria organizzazione con lo scopo di assaltare supermercati e organizzare scontri in città. Le basi di questa misera organizzazione erano dei gruppi Telegram, e dietro a questi gruppi si celavano ultrà della squadra di calcio della città ed esponenti dei clan malavitosi con lo scopo di trasformare il dissenso e le proteste a Napoli in una rivolta incentrata sulla forza.

Se tutto dovesse essere confermato, i ristoratori non sono altro che una parte innocente di una macchinazione, usata da bagarini, parcheggiatori abusivi, e figli di boss che non si sono fatti mancare neanche i selfie trionfali durante i momenti più tesi degli scontri in strada.

Si tratta ovviamente di una situazione tutta da definire e approfondire, resta però il fatto che la protesta andata in scena ieri nel borgo non può non generare allarme.
Sembra che la crisi del turismo che ha colpito la regione in questi mesi a causa delle misure restrittive, abbia fortificato in modo importante le file dei clan malavitosi, e con ogni probabilità, sono stati gli stessi esponenti a generare i tumulti nella serata di ieri. Quelli scesi in strada, e che hanno animato le strade di Napoli imbrattandole di barbarie e villania non erano gli onesti cittadini di Napoli.

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