Non solo Haka: tutte le danze di guerra del rugby

Quali sono le nazionali che eseguono questa particolare routine?

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Tutti gli appassionati di rugby conoscono a menadito la tradizionale danza neozelandese: la Haka, che ha segnato in modo indelebile la storia di questo sport. Ma quali sono le altre danze di guerra nel mondo della palla ovale? E siamo sicuri che la celebre Ka Mate sia ancora la danza più importante per gli All Blacks?

Quando si pensa al rugby la prima squadra che viene in mente è la nazionale neozelandese, tre volte campioni del mondo e veri maestri del gioco. Inoltre, quando si parla degli All Blacks si pensa subito alla loro tipica danza maori: la Haka. Questa si differenzia in due tipologie, la Ka Mate, la più famosa e utilizzata sin dagli esordi dei “tutti neri”, e la Kapa O Pango, più recente ed eseguita nelle occasioni importanti. Proviamo a conoscerle tutte.

Nuova Zelanda

La classica Ka Mate è diventata il simbolo del rugby e viene ricordata principalmente la versione guidata dall’ex capitano Tana Umaga, centro di origine samoane che meglio ha saputo interpretare lo spirito maori a cavallo dei due millenni. Questa versione della Haka è stata parzialmente sostituita dalla Kapa O Pango a partire dal 2005.

La Kapa o Pango è una danza molto più cruda e aggressiva. E’ stata introdotta per incutere timore agli avversari nelle partite di un certo peso. Proprio per questo, la sua nascita ufficiale risale ad un match contro i rivali storici del Sudafrica. Proprio contro gli Springboks, da circa 15 anni, eseguono sempre questa versione della Haka. In uno degli ultimi scontri tra le due big dell’emisfero sud, gli All Blacks hanno proposto la classica Ka Mate, facendo trapelare un certo disinteresse nel match di Rugby Championship. Pronta è stata la risposta degli Springboks che hanno vinto partita e torneo. Nell’ultima occasione, alla Coppa del Mondo 2019, i neozelandesi reduci dalla sconfitta di qualche mese prima hanno riproposto un’aggressivissima Kapa O Pango per andare poi a vincere la partita.

Recentemente le danze neozelandesi sono state affidate a Piri Weepu e TJ Perenara, entrambi mediani di mischia di origini maori.




Fiji

La danza di guerra tribale delle Isole Fiji (o Figi) si chiama Cibi e ha connotati prettamente intimidatori nei confronti dell’avversario. Rispetto alla più nota Haka si differenzia innanzitutto per la composizione, con la squadra posta in linea tendente al semicerchio dietro al capitano, e non raggruppati o a forma di freccia come i neozelandesi. Viene introdotta nel 1993 quasi come gesto di sfida nei confronti degli All Blacks, ed infatti la prima esecuzione si verifica proprio durante un tour in Nuova Zelanda. Il testo, come detto pocanzi, ha dei tratti veramente tribali e belligeranti. Di seguito un estratto.

Guardate qui, guardate qui, ho costruito una recinzione di guerra per voi. Guardate qui, guardate qui, ho costruito una recinzione di guerra per voi.

La tua nave è sprofondata giù, non credere che sono anche annegato. La tua difesa sta solo aspettando di crollare quando la spezzerò

Tonga

La danza di guerra tongana, denominata Sipi Tau deriva dalla tradizionale Kailao nota in molte isole del Pacifico. È la più simile alla classica Ka Mate anche se si differenzia per la coralità dell’esecuzione, senza un vero e proprio leader a guidarla. Il testo della versione più diffusa, utilizzata dal 1994, è stato scritto dal re Tupou IV e di seguito ve ne riportiamo un breve passaggio.

Che lo straniero e il forestiero siano attenti
Io oggi, il distruttore di anime, sono dappertutto
Per i mediani e i trequarti
Se n’è andata la mia umanità.

Samoa

La nazionale samoana di rugby a 15, prima di ogni incontro propone la Siva Tau, una danza completamente diversa dalle altre in termini di dinamismo e “coreografia”, ma pur sempre con connotati bellici. Nonostante la secolare tradizione tribale, la Siva Tau entra nel mondo della palla ovale solo nel 1991 vinto dagli Wallabies australiani.

Guerriero di Samoa, sono pronto. Non ci sono altre squadre, da nessuna parte.

Io sono pronto, ben preparato, la mia forza è al suo apice.

Fate strada e levatevi di mezzo, perché questo guerriero è unico

Nonostante spesso queste danze possano sembrare buffe, nel mondo del rugby si è consolidato un profondo rispetto per le tradizioni delle nazionali del Pacifico. Nel nostro immaginario oramai siamo abituati a vedere la Haka neozelandese, divenuta così famosa da scatenare l’ira dei maori per le numerosi repliche per fini pubblicitari. Questo sport ha preso le danze di guerra e le ha fatte diventare una parte importante sul piano anche del folklore, ma senza mai cadere in prese in giro o sorrisi fuori luogo.

L’ex capitano irlandese Brian O’Driscoll è la prova vivente che non bisogna mai prendere sotto gamba la tradizione isolana ed il rispetto per le danze. Nell’estate 2005, una mancanza di rispetto verso la Haka neozelandese gli è quasi costata la carriera.

Federico Smania

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