Nones, cresce il numero di non affiliati e il bisogno di una fede “fai-da-te”

Il fenomeno dei cosiddetti “nones” o non affiliati, in passato ristretto ai soli paesi anglofoni, sta in realtà scoprendo in questi ultimi anni una crescita non indifferente. In Italia tale crescita è sempre stata poco osservata, ma merita un approfondimento maggiore. Di cosa si tratta?

Chi sono i “nones” o non affiliati?

Per prima cosa, con il termine “nones” o non affiliati si intendono tutti coloro che non si riconoscono appartenenti a nessuna Chiesa o religione. Si chiamano in questo modo, unaffiliated, perchè all’interno dei paesi anglosassoni, nel censimento generale, alla domanda “a quale religione sei affiliato” rispondono none (in Italia tale domanda non viene posta).

È giusto approfondire questo argomento perché ci si trova di fronte ad un aumento molto significativo, sia Italia che all’estero. In Italia, negli ultimi due decenni i dati mostrano un raddoppio, con un incremento che va dall’8 al 16%. In Inghilterra e negli Stati Uniti tali dati si aggirano intorno al 25%, a fronte di una lenta decrescita degli affiliati a una Chiesa.

“Nones”: un gruppo molto eterogeneo

All’interno dei “nones” ritroviamo tutti coloro che non si riconoscono parte di una qualsiasi comunità religiosa. Di conseguenza ciò che si viene a considerare è un gruppo molto eterogeneo, che spiegherebbe anche il numero sempre crescente. I non affiliati comprendono sia gli atei, sia gli agnostici, sia coloro che, non essendo “credenti” e non seguendo nessuna religione, adottano un credo nuovo del tutto personale e “fai-da-te”.

È interessante notare come all’interno della compagine dei non affiliati non vi sia per forza un rifiuto di una religiosità. Se ci si pensa anche l’ateo adotta una scelta, quella del rifiuto di Dio, che è una scelta religiosa: credere di non credere. Per molti il motivo del distacco è più legato a scandali politici e sociali, che infastidiscono e allontanano da un percorso di fede.




Una fede “su misura” per l’uomo?

La dinamica più interessante, a parer mio, è il tentativo umano di vivere la propria vita assecondando una spiritualità che ci si costruisce “su misura”: umano è ricercare quelle risposte del cuore “che la ragione non conosce” (come direbbe Pascal). Tuttavia, per concludere sempre con Pascal, ricercare nell’uomo e nelle sue capacità tutte le spiegazioni  che definiscono il suo cuore sarà sempre insoddisfacente:

Ritengo che contro chiunque vorrebbe rinvenire nell’uomo la spiegazione dell’uomo stesso, l’uomo sia un problema la cui soluzione si trova soltanto in Dio.

 

Jacopo Senni

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