Nordic Walking: la camminata nordica che fa bene a tutti

Camminare è la forma primordiale di attività fisica, camminare è il mezzo di locomozione primario dell’uomo, camminare è un movimento innato nell’uomo.

Tra i tanti modi di camminare sta divenendo sempre più popolare il Nordic Walking, tradotto letteralmente: la camminata nordica. 

Breve storia del Nordic Walking

Il Nordic Walking affonda le sue radici durante gli anni ’20 e ’30 dello scorso secolo. Esso veniva utilizzato dagli atleti di sci di fondo come allenamento. Negli anni ’80 era difficile, se non quasi impossibile, fare una distinzione tra Nordic Walking e fitness.  Nel 1997 uno studente finlandese, Marko Kantaneva, introducendo delle variazioni al movimento dei fondisti, sancisce l’atto di nascita ufficiale del Nordic Walking.
In Italia questa disciplina ha il suo primo nucleo nel Trentino per poi espandersi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Negli anni in Italia sono nate tante associazioni di Nordic Walking da nord a sud.

Cosa è il Nordic Walking

Il Nordic Walking è uno sport che può essere praticato da tutti ed in ogni momento dell’anno. Basta dotarsi di speciali bastoncini. Tuttavia, è importante frequentare un corso ad hoc con istruttori certificati ed abilitati all’insegnamento prima di cimentarsi con esso.

«Tendenzialmente si tratta di un’attività molto semplice ma che richiede coordinazione. Per questa ragione il Nordic Walking non si improvvisa. Non basta comprare delle bacchette per praticarlo. La tecnica va imparata».

Come spiega il professor Federico Schena del Dipartimento di Scienze Neurologiche e del Movimento presso l’Università di Verona.

Attrezzatura

I bastoncini usati rappresentano l’attrezzo fondamentale. Sono dotati di una specie di “guantini” (e non dei laccioli tipici del trekking) realizzati per favorire il recupero degli stessi dopo la spinta. Devono essere resistenti, leggeri, flessibili e ben bilanciati. In commercio è possibile trovarne di diversi materiali e tipologie. I più leggeri sono in fibra di carbonio e vetro. Possono essere: a bastoncino fisso (con lunghezza predefinita) oppure telescopico (che permette la regolazione dell’altezza). Per allenamenti vicino casa sono più indicati quelli fissi che risultano un pò più stabili. Se si deve raggiungere il luogo di allenamento in auto sono più consigliati quelli telescopici, che garantiscono comunque elevata stabilità, qualità e leggerezza.

Benefici del Nordic Walking

  • Risparmia le articolazioni. Grazie ai bastoncini parte del peso corporeo viene scaricato sulle braccia risparmiando così le articolazioni. Per tale motivo è particolarmente indicato per la riabilitazione dopo lesioni traumatiche e per coloro che soffrono di patologie alle articolazioni.
  • Migliora il sistema cardiocircolatorio;
  • Scioglie le tensioni e rassoda i muscoli;
  • Fa dimagrire;
  • Protegge l’organismo da osteoporosi e artrosi. Uno sforzo moderato e costante stimola la capacità delle ossa di assimilare il calcio e produce sostanze come l’elastina e il collagene che formano le cartilagini;
  • Sviluppa la coordinazione, la resistenza, la forza e la mobilità.

Quindi, il Nordic Walking è un vero toccasana ed ha suscitato l’interese di molti medici. Sempre più spesso  viene consigliato ai pazienti, soprattutto a coloro che sono affetti da patologie come il Parkinson.

Nordic Walking e Parkinson

L’ammalato di Parkinson tende ad avere un’andatura a piccoli passi, con la postura flessa e mani che vengono tenute generalmente sull’interno delle anche. Le maggiori difficoltà  sono: muovere il primo passo, fermarsi, fare dietro-front e passare vicino a degli ostacoli.

Il Nordic Walking, mediante l’utilizzo dei bastoncini, oltre a dare una grande sicurezza al paziente, permette da subito di ampliare di molto l’escursione delle braccia, di allungare il passo mantenendo un saldo equilibrio e di migliorare la postura.

«Gli studi – spiega Renato Bavagnoli che da alcuni anni si occupa della cura del Parkinson con corsi di Nordic Walking – hanno dimostrato che questa disciplina, se praticata nel tempo con costanza, migliora sensibilmente la qualità della vita e rallenta l’evolversi della malattia. Inoltre, poiché si svolge all’aria aperta, tende a migliorare l’umore e a trovare soluzioni per affrontare la quotidianità».

Prospettive future

Da quanto sopra esposto, si spera che questa pratica sportiva possa aiutare sia coloro che sono affetti da patologie debilitanti a carico dei muscoli sia che possa rappresentare uno stimolo per i giovani ad una vita più sportiva.

Maria Di Naro

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