In Norvegia sempre più in auge le auto elettriche

Ormai da anni la Scandinavia e in particolar modo la Norvegia sono portatrici di innovazioni. L’ultima in ordine di tempo è quella relativa alle auto elettriche, ormai sempre più diffuse nel paese dei fiordi.

Un incremento sempre più importante, visto che secondo i dati rilevati della società di analisi Ofv, nell’anno solare 2017 in Norvegia, la percentuale di immatricolazioni di auto elettriche e/o ibride ha toccato il 52%, a fronte del 40% del 2016.

Numeri impressionanti, che lasciano intendere la volontà di questa nazione di andare sempre di più in questa direzione, infatti l’obiettivo dei norvegesi è quello di eliminare completamente diesel e benzina entro il 2025 (Francia e Germania puntano a farlo entro il 2040).

Questo lavoro però ha delle radici profonde e non solo di natura ambientalista come si potrebbe pensare. Il governo infatti, ha varato delle agevolazioni fiscali, che hanno reso la tecnologia più alla portata rispetto ad altri paesi dove i costi rimangono piuttosto elevati (come ad esempio in Italia).

Ma non è tutto. Gli incentivi riguardano anche altri fattori al di fuori della vendita, basti pensare ai parcheggi gratis o scontati, all’esenzione da eco-pass e tariffe autostradali e alla possibilità di utilizzare le corsie preferenziali degli autobus nelle ore di punta.

Naturalmente anche in questo caso bisogna fare i conti con gli aspetti negativi (pochi per fortuna). Gli elevati costi di questa novità hanno creato qualche problema di bilancio al governo della Norvegia (nonostante il tutto è stato finanziato dagli introiti derivanti dalla produzione di petrolio e gas, che ha consentito al paese scandinavo di accumulare il più grande fondo sovrano del mondo, dal valore di 1 trilione di dollari), e per questo pensare di esportare questo modello in altre nazioni risulta al momento complicato.

A prescindere da queste complicazioni più che normali, la strada è quella giusta e l’auspicio è che anche altri governi prendano spunto per dare un bello schiaffo all’inquinamento.

Antonio Pilato

 




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