L’incontro di Riad, in Arabia Saudita, tra delegati statunitensi e russi ha segnato un primo passo nella direzione della risoluzione del conflitto in Ucraina. Dai colloqui, che si sono protratti per circa quattro ore e mezza, è emersa la volontà di avviare negoziati ufficiali per giungere a una soluzione pacifica del conflitto.
Usa e Russia, le posizioni emerse dall’incontro di Riad
Secondo quanto riportato dal consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, al termine dell’incontro, la Russia è pronta a iniziare i negoziati con gli Stati Uniti, ma con una chiara condizione: saranno i tempi e le modalità decisi dal presidente Vladimir Putin.
Ushakov ha sottolineato che il dialogo avverrà «a tempo debito», facendo intendere che Mosca desidera procedere con cautela e in un momento strategico. In questa fase, la Russia non sembra intenzionata a forzare la mano, aspettando che il quadro internazionale si evolva ulteriormente.
Nel corso dell’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato che nomineranno una squadra «di alto livello» per discutere la fine del conflitto con Mosca. È un segnale importante che lascia intravedere l’avvio di un dialogo più strutturato, mirato non solo a fermare le ostilità, ma anche a risolvere le problematiche persistenti nelle relazioni bilaterali tra le due nazioni. Questo processo implica inevitabilmente una serie di concessioni, come affermato dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che ha sottolineato la necessità di un tavolo di discussione allargato.
Il disappunto di Zelensky
Durante la visita ufficiale in Turchia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso il suo disappunto riguardo all’incontro tra Stati Uniti e Russia, sottolineando come questi si stiano svolgendo «sull’Ucraina, ma senza l’Ucraina». Le sue parole evidenziano il malcontento di Kiev nel vedere il conflitto discusso senza il coinvolgimento diretto delle autorità ucraine. Zelensky ha ribadito la centralità del paese nella risoluzione della crisi e ha sollecitato che qualsiasi trattativa includa una rappresentanza diretta ucraina.
Leggi anche: Zelensky: «Senza Usa Ucraina non può sopravvivere»
L’importanza dell’Europa nel processo di pace
Un altro punto saliente emerso dai colloqui è la proposta di Marco Rubio, che ha affermato che anche l’Europa dovrà essere parte attiva del processo negoziale. «L’Europa ha imposto sanzioni alla Russia e quindi deve essere parte della soluzione», ha dichiarato. La dichiarazione evidenzia l’importanza di un approccio multilaterale alla crisi, in cui tutte le parti coinvolte nel conflitto, inclusa l’Unione Europea, possano trovare un terreno comune per fermare il conflitto.
Il segretario di Stato degli Stati Uniti ha inoltre ribadito l’intenzione di Washington di puntare a una fine «equa e durevole» del conflitto in Ucraina. In un momento in cui il conflitto ha causato devastazione e sofferenza, gli Stati Uniti auspicano che la fine delle ostilità possa aprire a nuove opportunità per il rafforzamento delle relazioni con la Russia. Il raggiungimento di una pace stabile, secondo gli Usa, potrebbe ridisegnare le dinamiche globali, portando benefici alle relazioni internazionali.
Durante l’incontro, i delegati russi hanno fatto sapere che, sebbene si sia raggiunto un accordo di massima sui temi da trattare, l’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump non avverrà immediatamente. La Tass, agenzia di stampa russa, ha riportato le dichiarazioni di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, secondo cui la Russia riconosce la disponibilità degli Stati Uniti a impegnarsi su molteplici questioni. Tuttavia, la realizzazione di un incontro tra i leader delle due potenze appare ancora incerta, con Ushakov che ha ritenuto «improbabile» un incontro tra Putin e Trump già nei prossimi giorni.
Il dialogo tra Stati Uniti e Russia rappresenta un primo passo importante, ma il cammino verso la pace in Ucraina è ancora lungo e pieno di incognite. Il Cremlino, pur dichiarando la propria apertura alla negoziazione, ha lasciato intendere che il momento giusto per i colloqui non è ancora arrivato. D’altro canto, gli Stati Uniti, pur auspicando una fine rapida e definitiva della guerra, riconoscono che la pace dovrà essere costruita su un compromesso, con il coinvolgimento di tutte le principali forze politiche mondiali.















