Gufi o allodole? I nottambuli rischiano di avere una vita breve

Uno studio congiunto tra università americana e inglese afferma che i nottambuli hanno il 10% di rischio di mortalità in più rispetto a chi ama alzarsi presto

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Gufi e allodole, sono questi i due grandi gruppi in cui veniamo suddivisi in base al nostro cronotipo, cioè la preferenza serale o mattiniera.

Preferiamo quindi rimanere alzati la notte e tirar tardi oppure andare a letto presto e svegliarci col sole?

Attenzione però, perché rispetto a questi ultimi i nottambuli, più vitali la notte mentre tardano a carburare durante il giorno, oltre a perdere splendide albe e la possibilità di sfruttare l’intera giornata, corrono un alto rischio di morire prima del tempo.

I nottambuli muoiono prima

Nonostante in precedenza alcuni  studi avessero associato i “gufi” a maggiori disturbi metabolici e cardiovascolari, lo studio di Kristen L. Knutson,  della Northwestern University di Chicago e Malcolm von Schantz,  della University of Surrey, è il primo che associa un alto rischio di mortalità a persone che hanno un ritmo circadiano “serale”.

La forte predisposizione del “gufo” verso malattie cardiovascolari e metaboliche  lo rende meno longevo rispetto all’allodola”, con un 10% di mortalità in più. Il cronotipo serale inoltre è stato associato a tutte le concause di mortalità, quali disturbi psicologici e neurologici, diabete, disturbi gastrointestinali e respiratori. Anche il passaggio all’ora legale è più difficoltoso rispetto alle “allodole”, e ci sono segnalazioni di maggiore incidenza di attacchi di cuore quando questo avviene.

 




I ricercatori hanno preso in esame 433. 268 adulti di età compresa tra 38 e 73 anni, registrando le morti nel campione fino ai sei anni successivi.

Il campione è stato scelto prelevandolo dai dati della Biobanca britannica, un ampio studio statistico basato sulla popolazione e progettato per analizzare i fattori di rischio delle principali malattie in età media e avanzata.

La scelta del cronotipo è stata invece fatta sottoponendo i partecipanti a un questionario in modo da stabilire se fossero più nottambuli o mattinieri.

Gufo o allodola si nasce

Essere gufi o allodole non è una scelta, ma una predisposizione in cui fattori genetici e ambientali giocano lo stesso ruolo. Perciò adattarsi a orari e modi di vita che entrano in conflitto col nostro orologio biologico provoca un forte stress negativo che si ripercuote sull’organismo.

I nottambuli che cercano di vivere in un mondo di allodole possono avere conseguenze sulla salute del loro organismo 

dice Kristen Knutson, prima autrice dell’articolo che è stato pubblicato il 12 aprile sulla rivista Chronobiology International.

Questo è un problema di salute pubblica che non può più essere ignorato 

afferma Malcolm von Schantz, professore di cronobiologia all’Università del Surrey, ribadendo la necessità di ulteriori studi per aiutare le persone “serali” a regolare il proprio orologio biologico con i ritmi solari. Potrebbe essere infatti che il tipo serale sia sfasato rispetto all’ambiente esterno, ma anche numerosi comportamenti poco salutari come stress psicologico, mancanza di sonno, o l’abuso di  alcool o droghe siano legati a questo problema.

Adeguarsi alle allodole

L’importante è sapere che ci si può adeguare e, come dice Knutson: “non sei condannato, in parte non hai alcun controllo ma in parte potresti averlo”.

Quindi esporsi il più possibile alla luce mattutina, dormire il più possibile regolarmente senza concedersi alla notte. E poi adottare comportamenti salutari, come fare ginnastica e capire quando andare a dormire. Insomma, parafrasando il famoso titolo di un libro, fare “il gufo che crede di essere un’allodola”.

Un aiuto anche dalla società

Anche la società può contribuire ad aiutare i “gufi”, certo sulla base di un riconoscimento genetico, non coloro che lo sono semplicemente per carattere. Per esempio considerare ore di lavoro più flessibili per questa categoria di persone. Oppure destinargli turni di lavoro, quelli notturni, più consoni alle loro esigenze.

Knutson e colleghi stanno programmando una nuova ricerca in cui testare un procedimento per poter spostare le lancette dell’orologio biologico di un cronotipo serale, in modo da valutare eventuali miglioramenti della pressione e della salute in generale.

Alessandro Desogus

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