Nudi e senza protezioni: la protesta dei dentisti francesi

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Nudi e senza protezioni, quindi totalmente vulnerabili.

Così si presentano i dentisti francesi per la campagna #dentisteapoil, dentisti nudi. La protesta nasce dalla mancanza, in vista della riapertura prevista l’11 maggio, di qualsiasi forma di protezione. In Francia, infatti, solo da qualche giorno le mascherine iniziano ad essere disponibili presso le farmacie. Il Paese ha affrontato una forte penuria di dispositivi di protezione, che quindi erano riservati al personale sanitario ed a categorie molto specifiche. Gli odontoiatri, a metà marzo, hanno obbedito al loro ordine professionale, chiudendo i loro studi e cedendo i kit protettivi in loro possesso al personale ospedaliero, ritrovandosi così nudi e senza protezioni.

Il premier francese, Edouard Philippe, presentando il piano di riapertura in Parlamento, ha garantito che in Francia ci saranno «abbastanza mascherine per far fronte ai bisogni a partire dall’11 maggio» (data di inizio della FASE2 francese). Su Twitter il ministro della Sanità, Olivier Véran, ha promesso una dotazione di 150000 mascherine Ffp2 entro la stessa data. Secondo il sindacato dei dentisti, però, tale numero è del tutto insufficiente. In base ai calcoli effettuati, infatti, andrebbe a coprire meno del fabbisogno previsto per mezza giornata di lavoro. Come se non bastasse, la categoria professionale denuncia uno spaventoso aumento dei prezzi delle mascherine, ma anche dei sovracamici, passati addirittura dai 38 ai 160 euro.

La campagna di protesta #dentisteapoil vede quindi i dentisti d’oltralpe posare nudi e senza protezioni, per mostrarsi come effettivamente sono: vulnerabili e a rischio, senza alcun dispositivo adatto a ripararsi da un possibile contagio.

Sui social si contano già 75 foto ed un videomessaggio. I sanitari francesi non solo protestano, ma fungono anche da ispirazione. È stato infatti un medico francese, Alain Colombiè, ad ispirare un’altra protesta dello stesso stampo, quella dei medici di base tedeschi.



La Germania ha retto abbastanza bene all’emergenza Coronavirus. Pare, infatti, che il numero delle vittime sia inferiore a quello di altri Paesi colpiti dal virus. Ciò non toglie, però, che anche la patria di Angela Merkel abbia sofferto della carenza di dispositivi di protezione. Lo hanno testimoniato i medici, ma anche la risonanza mediatica del carico di 10 milioni di mascherine arrivate dalla Cina, finalmente, il 27 aprile scorso. Anche i medici tedeschi hanno quindi deciso di protestare, anch’essi posando nudi. L’ispirazione, come dicevamo, è giunta da Alain Colombiè. Il medico si era fatto ritrarre nudo nel suo studio, con la scritta

Carne da macello

La nudità deve simbolizzare che noi senza protezione siamo vulnerabili

Così ha detto il medico Ruben Bernau alla rivista Aerzte Zeitung. Le foto della protesta tedesca non sono state veicolate dai social, ma da un sito interamente dedicato: blankebedenken.org. Non a caso, la traduzione del nome è nude preoccupazioni. L’iniziativa ha scatenato diverse reazioni, arrivando ad essere pubblicata anche su Bild. «Per curarti in sicurezza, noi e i nostri team abbiamo bisogno di attrezzature protettive», recita la campagna. Ma colpisce, in particolare, il cartello che un medico regge nella propria foto:

Ho imparato a cucire le ferite. Perché ora dovrei saper cucire mascherine?

Mariarosaria Clemente

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