Scoperta una nuova classe di oggetti celesti

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In realtà la scoperta di cui parliamo risale addirittura al 2005 quando fu individuato uno strano oggetto nei pressi del centro della nostra galassia a cui fu in seguito fu assegnato il nome G1, sul perché l’oggetto sia strano tornerò tra poco, nel 2012 un altro strano oggetto con caratteristiche simili e distinto dal primo fu individuato. Nel 2018 furono individuati altri oggetti denominati G3, G4 e G5, ora arriva notizia dall’università della California dei risultati di una nuova serie di osservazioni riportati in un articolo pubblicato su Nature che ha portato a confermare alcune ipotesi sulla natura di quella che sarebbe una nuova classe di oggetti celesti.
Come al solito quando affronto un argomento molto complesso di cui espongo solo i punti essenziali sarò molto schematico.



Dove sta la stranezza di G1 e compagni? Che dal comportamento dell’oggetto non si capiva se si trattasse di un oggetto stellare o di una nube di gas, orbitando attorno al buco nero supermassivo al centro della Via Lattea (l’oggetto identificato come Sagittarius A*) lo vediamo allungarsi drammaticamente quando è in avvicinamento, segno che un involucro di gas veniva allungato e strappato via dalle enormi forze mareali del buco nero, ma poi l’oggetto tornava a mostrare un aspetto compatto, questo fu osservato particolarmente bene per G2 nel 2014 al momento del suo passaggio più ravvicinato al buco nero. L’ipotesi fatta fu dunque che ci dovesse essere un oggetto stellare al centro della nube, perché solo un oggetto così massiccio e compatto poteva giustificare la sopravvivenza al passaggio ravvicinato.
Altro problema: ma allora perché l’oggetto si allunga tanto? Cioè se c’è una bella stella compatta che resiste bene al passaggio ravvicinato come mai gli oggetti sono così grandi?
Fu avanzata l’ipotesi che si trattasse di sistemi binari, la ricerca attuale rafforza l’ipotesi e forse il mistero è risolto, gli oggetti di classe G vicino al nostro centro galattico sarebbero sistemi binari che si sono fusi a causa dell’enorme attrazione del buco nero, sarebbe più corretto dire che si stanno fondendo perché la fusione di due stelle dura milioni di anni (ed anche per questo gli oggetti possono differire parecchio tra di loro nell’aspetto ), dunque ci troviamo di fronte a una nuova classe di oggetti celesti che probabilmente dovrebbe essere anche abbastanza comune nelle vicinanze di tutti i buchi neri supermassivi visto che i sistemi binari sono comunissimi.

Roberto Todini

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