Nuovo Bauhaus Europeo, il progetto che concilia sostenibilità e stile

Ursula von der Leyen: “Il Nuovo Bauhaus Europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile”

Il 18 Gennaio 2021 è partita la progettazione del Nuovo Bauhaus Europeo, un progetto ambientale, economico e culturale che mira a fondere design, sostenibilità e accessibilità. L’iniziativa, già annunciata dalla Presidente della Commissione Europea lo scorso Ottobre, vuole essere un progetto culturale europeo a tutti gli effetti, in grado di portare il Green Deal nei luoghi della nostra vita al fine di immaginare, e costruire, un futuro sostenibile ed inclusivo. Per farlo, dice Ursula von der Leyen, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Attraverso la realizzazione di una piattaforma online, s’intende formare uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere.

L’iniziativa

Il Nuovo Bauhaus Europeo propone di focalizzare le proposte sui luoghi che viviamo in relazione con gli ambienti naturali. Sul sito dedicato, viene chiesto ai lettori di rispondere ad una semplice domanda: “Come dovrebbe essere il nuovo edificio ideale? E se ampliamo la portata, come dovrebbero essere i luoghi belli, sostenibili ed inclusivi? Quali sono i sentimenti che dovremmo provare, ma anche i requisiti pratici e i materiali da utilizzare?” L’appello è stato lanciato ad artisti, designer, ingegneri e chiunque sia interessato a mettere in comune esempi di iniziative stimolanti per il Nuovo Bauhaus.

Come spiega Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le Riforme: “Il Nuovo Bauhaus riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. È un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi. Se davvero vogliamo apportare un cambiamento nella realtà che ci circonda per vivere insieme meglio e in modo sostenibile, dobbiamo pensare come il Nuovo Bauhaus Europeo possa collegare la generazione di nuove idee con l’esecuzione sul posto, nei luoghi prescelti. La riflessione è lanciata nella Commissione su come mobilitare gli strumenti che abbiamo per avviare una prima serie concreta di azioni sul Nuovo Bauhaus Europeo.”

Progettazione, realizzazione e divulgazione

Il Nuovo Bauhaus Europeo si articola in tre fasi: progettazione collettiva, realizzazione e divulgazione. La prima fase consiste nel modellare il nuovo movimento culturale mostrando degli esempi concreti che esprimano i concetti chiave del Nuovo Bauhaus. Nell’estate 2021 saranno assegnati dei premi speciali ad esempi contemporanei d’eccellenza che già rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali del progetto.

La fase di realizzazione inizierà a Luglio e implicherà la messa a punto dei nuovi progetti pilota proposti nella fase di progettazione. A Settembre, ne saranno avviati già cinque in almeno cinque sedi negli stati membri dell’UE. Come spiega il comunicato: “Si tratterà di creare reti e condividere conoscenze al fine di individuare metodi, soluzioni e prototipi aperti e replicabili, mettendoli a disposizione della città, località, architetti e progettisti.”

L’ultima fase inizierà nel Gennaio 2023 e consisterà nell’amplificare i risultati ottenuti, diffondendo le idee e i concetti che definiscono il Nuovo Bauhaus.

Il Bauhaus di Gropius nel 1919

Scegliere il Bauhaus come punto di riferimento è stata sicuramente una scelta singolare. Nato in un momento storico intriso di sentimenti contrastanti, il Bauhaus ha influenzato la produzione culturale che ci ha accompagnato fino ad oggi. Fondato a Weimar nel 1919 dall’architetto tedesco Walter Gropius, il Bauhaus rappresenta l’unione tra estetica e funzionalità. Il movimento aveva come obiettivo principale quello di conciliare la creazione artistica con le arti applicate e la produzione industriale.

L’intento di Gropius era riuscire ad unire la forma estetica alla funzionalità pratica, sfruttando la tecnologia. Per questo, il campo d’applicazione preferito dal movimento era rappresentato dagli oggetti della nostra quotidianità, come sedie, mobili ed accessori. Nel 1927 Gropius istituì una sezione interamente dedicata all’architettura, guidata dall’architetto svizzero Hannes Meyer. Sotto la sua guida si diede maggiore rilevanza all‘architettura nei suoi aspetti sociali.

Il Bauhaus aveva riscosso molto successo anche all’estero. Dopo la chiusura nel 1933, il patrimonio di idee e di concetti formulati continuò ad essere esercitato dalle attività dei professori emigrati negli Stati Uniti, diventando così un fenomeno globale. Questo movimento ha rappresentato un momento storico di grande importanza, inserendosi nel dibattito novecentesco del rapporto tra tecnologia e cultura.

A distanza di 100 anni stiamo assistendo al sorgere di un Nuovo Bauhaus, modellato sulle necessità di un mondo duramente provato da una pandemia e da un’emergenza climatica globale senza precedenti.

Annie Francisca

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