Obama contro Trump: “è a rischio la nostra democrazia”

Alla Convention del Partito democratico, un durissimo attacco dell’ex presidente Barack Obama contro Trump. Con un discorso destinato a fare la storia americana, Obama è apparso molto preoccupato per il futuro della più grande democrazia al mondo.


Come ambientazione per il suo discorso Barack Obama ha scelto Philadelphia, la città in cui la costituzione statunitense è nata, in particolare il Museo della Rivoluzione americana. Fin dall’apertura l’ex presidente ha mostrato uno sguardo severo e preoccupato, includendo nei suoi 20 minuti di orazione brevi e pensierosi silenzi.

Un’atmosfera cupa viene mantenuta durante tutto il discorso per poi aprire ad un clima più speranzoso alla fine, quando Obama si rivolge ai giovani e ne elogia l’attivismo degli ultimi anni. Sono tempi bui per gli Stati Uniti, lo aveva già detto sua moglie Michelle poche sere prima, ma Obama lo ha fatto con delle parole destinate a rimanere nella storia della politica americana.




 

Non era mai successo negli Stati Uniti che un ex presidente fosse così duro nei confronti del suo successore

In Europa, e soprattutto in Italia, siamo abituati al fatto che l’opposizione accusi il governo in carica di fascismo. Negli Stati Uniti succede molto più raramente. Questo non perché gli americani siano migliori di noi, ma semplicemente per la differenza tra forme di governo. L’intero impianto istituzionale statunitense si regge sulla necessità di un compromesso tra democratici e repubblicani. A differenza di quanto avviene nel nostro sistema parlamentare infatti, in America il presidente può appartenere ad un partito e la maggioranza del congresso all’altro. Da questa necessità di collaborazione si è delineato nel corso degli anni un clima di tolleranza politica sconosciuto alle democrazie europee. Partendo da questo presupposto, le parole di Obama contro Trump stanno facendo la storia.

“Vi chiedo di assicurarvi che i principi basilari della nostra democrazia siano salvi”

La scelta che gli americani sono chiamati a fare tra poco più di 70 giorni non è semplicemente tra un candidato democratico ed uno repubblicano, avverte Obama.  “Vi invito a votare per Joe Biden e Kamala Harris perché so che loro tengono alla democrazia“, con questa frase l’ex presidente ha voluto mettere in guardia gli americani su come Trump non sia un avversario qualunque. “Non mi aspettavo che seguisse le mie politiche, ma quanto meno mi aspettavo che mostrasse qualche interesse nel prendere sul serio l’incarico” ha detto Obama, ricordando come l’attuale presidente abbia rifiutato ogni compresso e pensato solo ad aiutare sé stesso ed i propri amici. “Il minimo che un presidente deve fare è occuparsi di tutti” ma invece Donald Trump “ha usato la presidenza come un reality show, per aumentare l’attenzione su di lui che tanto brama“.

“L’amministrazione Trump ha dimostrato di non credere nei basilari principi americani”

Ci sono cose che non possono essere messere in discussione, non importa quale sia la propria opinione politica, ogni democrazia si regge su principi intoccabili, indipendentemente dal partito e dai valori che si sostengono. Partendo da questo presupposto Obama contro Trump ha iniziato a rivolgere una serie di attacchi, con un’espressione talmente incredula da accennare un sorriso in alcuni punti, come se fossero episodi di satira e non di realtà. “Biden capisce che in democrazia non si usa l’esercito contro proteste pacifiche” – ha iniziato – “che gli oppositori politici non sono antiamericani solo perché non sono d’accordo con te” – ha continuato, con un tono simile a quello di una mamma che rimprovera un bambino – “che servono i fatti e la scienza per gestire una pandemia globale, non basta inventarsi le cose“.

“Tutte queste cose non sono politiche, non parliamo di principi democratici o repubblicani, ma di principi americani” . Occorre apprestarsi a difenderli, a difendere la democrazia.

I democratici devono votare in massa oppure “la democrazia appassirà, fino a quando non ci sarà più una democrazia e non possiamo permetterlo.”

Non basta un presidente per aggiustare l’America, serve una cittadinanza attiva e informata“. A questo punto l’ex presidente affronta il problema dell’astensionismo, che negli Stati Uniti raggiunge percentuali molto elevate rispetto a quelle europee. L’ex presidente si rivolge direttamente e severamente agli operai bianchi, alle madri neri e ai giovani, al loro sentimento di delusione nei confronti della politica. Il pensiero che il voto popolare non conti molto è piuttosto giustificabile in un sistema che ha consentito a Trump di diventare presidente pur ottenendo 3 milioni di voti in meno rispetto all’avversaria Clinton. Ma Obama avverte “Loro fanno leva sul vostro cinismo. E’ proprio così che vincono” . Questa volta c’è bisogno di votare tutti, uniti e in numeri che non possano essere ignorati. “Non lasciate che vi tolgano il potere, non lasciate che ci tolgano la democrazia“.

La speranza sono le giovani generazioni

L’arma più efficace che lancia Obama contro Trump è l’attivismo dei giovani. Partendo dal ricordo di John Lewis, della sua lotta contro la segregazione, Obama parla di come le rivendicazioni possano avere un’incredibile eco nelle generazioni. Così la lotta di Lewis e degli attivisti per i diritti civili degli afroamericani ha portato, dopo decenni, un nero alla presidenza degli Stati Uniti. Allo stesso modo Obama si rivolge alle lotte dei giovani, quelle contro il razzismo, per il clima e contro le armi: “voi siete il desiderio della nostra costituzione che si realizza. Voi potete dare un nuovo significato alla democrazia”.  

Marika Moreschi

 

 

 

 

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