L’obesità in gravidanza danneggia il vostro bambino

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Non mi stancherò mai di mettere in guardia dai danni alla nostra salute provocati dall’obesità, purtroppo oggi assistiamo al proliferare di una radicata subcultura che trova molto “figo” mettere in guardia sul rischio anoressia, a volte se ne parla come fosse un’emergenza sanitaria, come se esistessero milioni e milioni di anoressici, mentre ricordare i rischi del sovrappeso viene spesso scambiato (all’interno di questa subcultura) come un tributo alla società dell’immagine.
Ma quante sono le morti per anoressia e quante quelle per patologie direttamente legate al sovrappeso?
Se state pensando, perlomeno chi mangia di solito è allegro e se provoca qualche danno lo fa solo a se stesso, sappiate che avete torto anche in quello, una ricerca pubblicata ieri su BMC Pediatrics ha rivelato che l’obesità in gravidanza danneggia i nascituri. Apprendiamo la notizia sul sito della Columbia University perché l’autore anziano (cioè colui che spesso prende la responsabilità di scrivere la ricerca perché l’autore più giovane non è ancora avvezzo alla scrittura di articoli scientifici) è il professor  Andrew Rundle della  Mailman School of Public Health della suddetta università, mentre prima autrice è Elizabeth Widen, assistente professore di scienze della nutrizione all’università del Texas a Austin.



Gli autori della ricerca non vogliono spaventare nessuno né far vergognare, inoltre va precisato che si parla di obesità, non di leggero sovrappeso, ma i risultati sono impressionanti: hanno testato il campione formato dai figli di 368 madri a 3 anni e a 7 anni, nel primo caso hanno registrato un ritardo nello sviluppo delle abilità motorie, nel secondo una media di 5 punti in meno nei test del QI per quei bambini le cui madri avevano sofferto di obesità in gravidanza.
Il motivo non è chiarissimo, va bene gli effetti sul feto riscontrabili alla nascita, ma perché dovrebbero insorgere problemi nello sviluppo a distanza di anni? Ricerche precedenti avevano comunque dimostrato un legame tra dieta della madre e sviluppo cognitivo. Tra i fattori che potrebbero aver influenzato i dati i ricercatori hanno preso in considerazione: stato maritale delle donne, razza, etnicità e livello di istruzione, ma anche esposizione a sostanze tossiche.  Non è stata invece presa in considerazione la loro dieta o se hanno allattato al seno, dunque la risposta su cosa ha provocato certi effetti nella prole potrebbe essere non tanto nei chili che le madri avevano addosso ma ancora una volta nella dieta di cui la condizione di obesità è l’effetto?
Un dato interessante uscito dalla ricerca è che i maschi sono risultati più influenzati delle femmine ed anche questo conferma studi precedenti che avevano indicato che i bambini nell’utero sono più fragili delle bambine, alla faccia dei preconcetti su quale sia il sesso debole e quale quello forte.
Il consiglio dei medici alle donne in gravidanza è: mangiate tanta frutta e verdura, prendete le vitamine, assumete acidi grassi del tipo che trovate in abbondanza nell’olio di pesce e rimanete attive il più possibile. Inoltre nei controlli periodici dal medico durante la gravidanza inserite anche l’argomento aumento di peso.

Roberto Todini

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