Olanda, dove l’energia eolica alimenta i treni e chi vince gli appalti realizza i lavori senza ritardi

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E’ più stupefacente la notizia che in Olanda i treni sono alimentati dall’energia elettrica prodotta dalle pale eoliche o che l’impresa che ha vinto la gara d’appalto abbia terminato i lavori con un anno di anticipo?

Dal 1° gennaio 2017 i treni della rete ferroviaria olandese Nederlandse Spoorwegen (NS) viaggiano grazie all’energia elettrica prodotta dal vento.
Il paese dei tulipani si trova per gran parte sotto il livello del mare, usufruendo di una costante presenza di vento che viene intercettato da 2200 turbine.
Una pala eolica produce in un’ora l’energia che fa percorrere a un treno quasi 200 chilometri.
In Olanda ogni giorno viaggiano 600.000 persone.
Prima dell’introduzione dell’eolico i treni consumavano 1,2 miliardi di KwH di energia corrispondente al fabbisogno energetico delle famiglie di Amsterdam per un anno: ora i treni viaggiano con emissione di CO2 pari a zero.

In Svezia l’energia eolica ha generato elettricità pari a sei centrali nucleari senza alcun rischio per l’ambiente.
A Londra la Network Rail sta progettando di elettrificare le linee britanniche costruendo delle piccole centrali fotovoltaiche lungo le tratte rurali per alimentare i treni con l’energia solare.
A Santiago del Cile si sta realizzando un sistema per far funzionare la metropolitana con energia eolica e solare per almeno il 60% del fabbisogno.
In India si sperimentano treni a energia solare con l’intenzione di estendere il sistema entro il 2020.
In Germania ha preso servizio da pochi mesi il Coradia iLint, prima locomotiva a idrogeno prodotta dalla francese Alstom in grado di trasportare 300 passeggeri a 140 km/h con un’autonomia di ottocento chilometri: recupera l’energia cinetica delle frenate ed emette vapore acqueo.
In Italia invece nel settore dell’energia sostenibile è stato emanato il Decreto legislativo n° 257 del 2016 con cui si stabilisce che, entro il 31 dicembre 2017, i Comuni dovranno adeguare il regolamento edilizio in modo che i nuovi edifici in costruzione prevedano la predisposizione di infrastrutture tecnologiche per la ricarica dei veicoli elettrici.

In Olanda l’obiettivo dei treni che viaggiano grazie al vento è stato raggiunto grazie a un accordo siglato da NS con la compagnia elettrica Eneco, risultata vincitrice nel 2015 della gara d’appalto per la fornitura di energia eolica.
La durata dell’accordo è di dieci anni e prevedeva che, entro il 1° gennaio 2018, tutti i treni elettrici della NS dovessero essere alimentati esclusivamente dall’eolico.
Dunque l’obiettivo è stato raggiunto con un anno di anticipo sulla tabella di marcia!
Ma non basta.
L’Eneco, oltre a destinare alla manutenzione dei treni il 2% dei ricavi provenienti dalla vendita del surplus di elettricità pulita, ha in programma di ridurre del 35% l’energia consumata da ogni passeggero rispetto ai consumi del 2005, rendendo il sistema ancor più competitivo.
Un fatto decisamente sorprendente per chi vive in un paese come il nostro in cui le gare d’appalto sono vinte da ditte che spesso subappaltano o si bloccano, paralizzate da ricorsi. Se poi i lavori giungono a termine capita magari che i ponti appena inaugurati crollino…

Le recenti scosse telluriche nell’Italia centrale del 18 gennaio, accompagnate da un’eccezionale nevicata, hanno aggravato una situazione già drammatica.
Le aziende agricole con animali delle zone terremotate come Spelonga e Colle Arquata si sono trovate con molti capi dispersi o morti per il freddo perché le stalle mobili costruite dopo il sisma di agosto sono crollate sotto il peso della neve mentre quelle vecchie, inagibili, non sono state sostituite con moduli prefabbricati a causa di un ritardo della ditta aggiudicatrice della gara indetta dalla Regione Lazio.
Il maltempo e la neve ora rallentano ulteriormente la consegna.

Coldiretti stima che solo il 15% delle strutture per ricoverare gli animali sia stata predisposta mentre l’Enpa chiede a gran voce l’intervento del Genio militare per la costruzione delle stalle mancanti.
Anche di fronte all’emergenza di un terremoto i problemi burocratici degli appalti hanno impedito che le costruzioni necessarie si completassero per tempo.
Per evitare che mucche, maiali, pecore ed equidi muoiano di freddo, sembra che l’unica soluzione fattibile sia costituita dall’utilizzo dell’Esercito o dalla solidarietà dei privati che hanno dato la disponibilità ad accogliere gli animali nelle proprie aziende.

Eneco in Olanda ha raggiunto l’obiettivo previsto dalla gara d’appalto con un anno di anticipo.
Noi invece abbiamo chiuso l’ultimo cantiere della A3 Salerno-Reggio Calabria, i cui lavori sono stati avviati nel 1955 con cantieri aperti nel 1962, solamente a fine dicembre 2016, dopo ben 55 anni.
Forse per recuperare prestigio, è stata annunciata l’intenzione di fare della A2 la prima “smart road” italiana predisposta per la guida autonoma in cui infrastrutture Wireless di ultima generazione permetteranno il dialogo autostrada-utente e autostrada-veicolo.
E’ stata avviata una gara da venti milioni di euro per la fornitura e la predisposizione, su un tratto di 400 chilometri, dell’infrastruttura tecnologica necessaria.
Anas ha inoltre intenzione di creare un luogo di preghiera e raccoglimento presso Villa San Giovanni denominato “Bellezza del Creato” in memoria di coloro che, a partire dal 1962, hanno perso la vita durante i lavori per la realizzazione dell’autostrada.
Il bando di gara per un importo di circa tre milioni e mezzo di euro è stato pubblicato a fine ottobre 2016.
Riusciranno le ditte vincitrici di queste due gare d’appalto a terminare i lavori nei termini e senza sforare il budget?
Paola Iotti

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