Olivié Keck esplora la cultura giovanile sudafricana

Long Distance Caller un progetto in collaborazione con lo studio di video game Free Lives

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Olivié Keck nel suo ultimo progetto sudafricano ha realizzato un vivacissimo video VR in collaborazione con lo studio di video game Free Lives. Un mosaico di racconti digitali che trattano temi come l’insicurezza, l’amore, la perdita, i rimpianti e l’infatuazione. E, come in un mondo immaginario, arte e tecnologia interagiscono “in un ambiente confortevole” per creare ciò che Olivié Keck descrive come un: “un sogno da sogno”.

Lo spettatore è in grado di interagire e sperimentare il mondo proiettato come se fosse realtà. Sperimenta colore, forma, suono e movimento come se stessero camminando in un paesaggio tridimensionale. Può interagire e reagire ai dintorni, nel contempo il sound dà vita alle immagini. L’estetica stilistica e la fisicità di questi paesaggi hanno una qualità assolutamente unica che non dipende da una precedente comprensione della storia di entrambe le sottocultura.

Long Distance Caller

Le storie raccontate in Long Distance Caller sono frutto di una serie di interviste condotte dalla stessa Olivié. Gli intervistati sono adolescenti e giovani adulti del Sud Africa di diverse razze, generi, orientamenti sessuali ed etnie.  L’artista spiega che il fondamento sovrastante del progetto mira a esplorare le giovani narrative sudafricane attraverso uno storytelling digitale, innovativo e un game play visivo e interattivo.

Il video esplora la cultura giovanile sudafricana nel XXI secolo attraverso la lente dell’estetica vivace e dinamica dell’artista. Mescola gli aspetti dei nuovi media visivi, del sound art, del game design e dello storytelling biografico sudafricano, un caratteristico incontro digitale. Il processo alla base di un progetto come  Long Distance Caller  comprende varie fasi, simili alla realizzazione di un film.

Olivié-KeckOlivié Keck

Artista multidisciplinare Olivié Keck  è nata a Città del Capo (1989) dove attualmente vive e lavora. Si è laureata nel 2011 all’ Università di Città del Capo: la Michaelis School of Fine Art. Ha completato il suo primo tirocinio presso il Warren Editions Print Studio nel 2015. Vive tra il Messico e la California

La giovane artista si descrive come una sorta di  giocoliere creativo che usa una varietà di mezzi  come: disegni, incisioni e ceramiche. Scopo di cio è quello di allontanare le persone dalle “narrazioni comuni” avvicinandole a colori, idee giustapposte, combinazioni confuse e aspettative sovvertenti. Utilizza un linguaggio estetico / linguistico delle piattaforme digitali per creare nuovi retaggi di intimità e scambio in un regno post-umano.




Olivié ha già esplorato una vasta gamma di estetica e mezzi; come le stampe e le ceramiche, il passaggio alla realtà virtuale e ad altre tecnologie disponibili sembra una progressione naturale. L’uso del colore, delle iconografici e la fusione della vita quotidiana con la spiritualità sono stati alcuni degli elementi più influenti per l’artista.

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Felicia Bruscino

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