Oltre le barricate di Gorino, è nato Michael

Natività, Giuseppe Gigli
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Natività, Giuseppe Gigli

Mi rallegrava partire, partorire. Lalèkhet, lalèdet, lalèkhet, là, là, canticchiavo. Lalèkhet, lalèdet, lalèkhet, là, là. Per calmare le sue ansie le dicevo: “Sarà la cosa più facile del mondo,
madre mia. Una vita si annida, cresce e poi trova l’uscita. Con l’aiuto del cielo qualunque posto in terrà sarà quello
migliore”.

Da In nome della madre, di Erri de Luca

È nato Michael! Ed è nato da Joy Andrew, una delle Donne a cui alcuni ed alcune abitanti di Gorino chiusero le porte lo scorso 24 ottobre.

È nato un Bambino! Perché più forte del rifiuto della Vita, è la Vita stessa.

È nato con quattro giorni di anticipo, fedele all’imprevedibilità della Vita che non ha date ed è libera e sfrontata.

È nato portando dentro sé la conoscenza della freddezza di una notte in mezzo al mare e di quella di cui può esser capace il cuore umano; è nato dopo aver imparato da sua madre a non aver paura e dopo aver appreso da lei che “non credo che quelle persone che ci hanno cacciato siano razziste. Credo non sapessero cosa abbiamo passato“; è nato pronto, perché così nasce chi ha dovuto lottare da subito.

È nato in un luogo lontano dalla sua Terra senza dimenticarne il nome e i profumi; è nato in un luogo che ora è la sua Terra e di cui Lui ne è uno dei fiori più belli, poiché inaspettato e poiché segno della capacità di accoglienza che non deve mai spegnarsi.

È nato da un Corpo che non ha ceduto, che ha creduto e che ha seguito la sola stella accesa in cielo: quella della Speranza.

È nato Michael, che ricorda quel Bambino di cui tra pochi giorni non mancherà la statuetta nei presepi delle case rimaste chiuse davanti a chi ha chiesto riparo; ed è nato da Joy Andrew, di cui tenacia e forza ricordano quelle di una Donna alla ricerca di un posto degno della nascita del Figlio, degno della Nascita; ed è nato accettando il rischio del passaggio, del vuoto e del mistero: perché per nascere ci vuole coraggio e il coraggio ce lo abbiamo nel sangue. E il sangue non ha lingua, non ha religione e non ha sesso: è la sua stessa Dignità a rendergli importanza.

È nato Michael e nella foto che lo presenta tra le braccia della Mamma, è l’icona della Vita che sboccia ovunque e in ogni momento; l’icona della Vita che è vittoria; l’icona della Vita che è Amore… e l’Amore non ha frontiere.

Un augurio al piccolo grande Michael! Affinché il suo spirito possa conservare per sempre la forza e la voglia di vivere che ha dimostrato nei mesi, nei giorni scorsi.

Che ti sia dolce anche la pioggia nelle scarpe” e che le uniche barricate che incontrerai in futuro, abbiano il colore del grano e la bellezza dei girasoli.

 

Deborah Biasco

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